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Sportello Animali d’Affezione

1. Che cos’è lo Sportello Animali d'Affezione

Lo Sportello Animali da compagnia è una ………. sviluppata dal Dipartimento di Prevenzione, S.C. Igiene Allevamenti dedicata a cittadini, enti ed Amministrazioni con la funzione di facilitare l’accesso ad informazioni e servizi utili relativi gli animali da compagnia in ambito Regionale.
Attraverso le attività di informazione, orientamento e supporto al cittadino offerte da AdC,
il Servizio Veterinario SC Igiene Allevamenti si pone l’obiettivo di perseguire una corretta e serena convivenza tra persone e animali, promuovendo comportamenti responsabili e una gestione consapevole dei bisogni di quest’ultimi.
Tutto ciò in coerenza con le finalità del Dipartimento di Prevenzione: tutela della salute pubblica, della salute e del benessere animale e dell’ambiente.

Quando necessiti di informazioni ed orientamento in materia di:
• normativa e corretta gestione degli animali da compagnia
• obblighi dei proprietari (identificazione, anagrafe, responsabilità)
• benessere animale e corretta detenzione
• convivenza tra animali e contesto urbano
• segnalazioni relative a possibili situazioni di malgoverno o maltrattamento
• viaggi e spostamenti di/con animali da compagnia
• attività economiche e non che coinvolgono animali da compagnia
• servizi presenti sul territorio (canile, strutture veterinarie, ecc.).

Lo sportello NON eroga direttamente alcuna delle prestazioni in elenco ma è utile ad indirizzarti verso gli uffici, i servizi e le autorità competenti in caso di:

• Interventi di emergenza o pronto soccorso sugli animali
• Interventi di recupero diretto di animali vaganti
• Gestione di controversie private tra cittadini
• Consulenze e visite mediche veterinarie, ad es. ricettazione di farmaci, diagnosi, terapie, interventi chirurgici.

Lo Sportello Animali da compagnia è un servizio erogato nell’ambito dei Servizi dell’Azienda USL Valle d’Aosta.

Trattandosi di Servizio Pubblico si raccomanda di utilizzare lo Sportello in modo corretto e pertinente.
Si ricorda che per situazioni urgenti o interventi immediati occorre rivolgersi
al Numero Unico per le Emergenze 112.

Lo Sportello Animali da compagnia è gestito dal Servizio Veterinario SC Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche (IAPZ) del Dipartimento di Prevenzione dell’AUSL Valle d’Aosta.


Sede del servizio
Località Amérique 7/L
11020 Quart (AO)

Per informazioni è possibile contattare lo Sportello alla e-mail:
E-mail: igieneallevamenti@ausl.vda.it 

Per ulteriori informazioni, orari di apertura e aggiornamenti sui servizi è possibile consultare la pagina ufficiale del Servizio Veterinario sul sito dell’AUSL Valle d’Aosta:
https://www.ausl.vda.it/chi-siamo/dipartimento-della-prevenzione/igiene-degli-allevamenti-e-delle-produzioni-zootecniche/  

2. Quali sono gli animali da compagnia

Gli animali da compagnia nella normativa regionale
Secondo l’articolo 2 della Legge regionale n. 37 del 22 novembre 2010, che introduce nuove disposizioni per la tutela e il corretto trattamento degli animali di affezione, quest’ultimi si dividono in due categorie principali.

1) Animali da compagnia domestici
Sono gli animali che convivono con l’uomo, stabilmente o anche solo occasionalmente, nella casa o nelle sue vicinanze. Sono mantenuti per compagnia o svago, possono anche svolgere attività utili all’uomo, ma senza finalità produttive o alimentari.

2) Animali da compagnia urbani
Questa definizione riguarda gli animali appartenenti alle stesse specie domestiche ma che vivono liberamente nei centri urbani.

Le specie considerate animali da compagnia sono indicate nella normativa europea, tra cui il Regolamento (UE) 2016/429 (Animal Health Law). Comprende gli animali da compagnia più diffusi:
• cane
• gatto
• furetto

ma anche altre specie quali
• invertebrati (tranne api, molluschi e crostacei)
• animali acquatici ornamentali (pesci d’acquario)
• anfibi
• rettili
• alcuni uccelli ornamentali (diversi dalle specie allevate per produzione alimentare)
• mammiferi come roditori e conigli, purché non destinati alla produzione alimentare

Questo significa che anche animali meno tradizionali, come tartarughe o serpenti, possono essere considerati animali da compagnia.

Animali esotici: normativa, tutela e responsabilità
Negli ultimi anni l’interesse verso gli animali esotici è cresciuto in modo significativo. Tuttavia, la detenzione e il commercio di queste specie non sono liberi: esistono normative precise pensate per garantire il benessere degli animali, la sicurezza delle persone e la tutela della biodiversità.

Che cosa si intende per specie esotica
Il Decreto Legislativo 5 agosto 2022, n. 135, che recepisce il Regolamento UE 2016/429 sulla sanità animale, definisce come:
specie alloctona, esotica o aliena: una specie che non appartiene originariamente alla fauna o alla flora di una determinata area geografica, ma che vi è arrivata a causa dell’intervento umano, volontario o accidentale.
In altre parole, si tratta di specie non native del territorio in cui vengono introdotte.

La Convenzione CITES
Per proteggere le specie minacciate dal commercio internazionale è stata istituita la Convenzione CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora).
In Italia, i controlli sono affidati all’Arma dei Carabinieri, in Valle d’Aosta tale compito è affidato al Corpo Forestale della Valle d’Aosta, attraverso i nuclei specializzati CITES, che si occupano di:
• controllare importazioni ed esportazioni
• rilasciare certificazioni
• verificare le strutture di detenzione
• contrastare il traffico illegale
• monitorare lo stato di conservazione delle specie

Verificare sempre se la specie è protetta
Prima di acquistare o accogliere un animale esotico è fondamentale verificare se la specie è tutelata dalla normativa CITES.

Il Regolamento (CE) 338/97 classifica le specie in quattro categorie (Allegati A, B, C e D), in base al livello di protezione:
• Allegato A (massima tutela)
➢ obbligo di certificato CITES
➢ identificazione dell’animale (microchip o anello)
➢ autorizzazioni specifiche per vendita o cessione
• Allegato B
➢ obbligo di dimostrare la provenienza legale
➢ identificazione raccomandata
• Allegati C e D
➢ generalmente meno restrizioni per la detenzione privata
Chi acquista un animale deve sempre ricevere la documentazione che ne attesti l’origine legale.

Documenti indispensabili
Quando si acquista o si riceve un animale esotico è importante disporre di:
• certificato CITES (se previsto)
• documenti che attestino la nascita in cattività
• eventuale microchip o anello identificativo
• dichiarazione di cessione o vendita

Detenzione: una scelta da valutare con attenzione
Possedere un animale esotico comporta responsabilità diverse rispetto a un animale domestico tradizionale. Molte specie richiedono infatti condizioni di vita specifiche.
Secondo le linee guida regionali (DGR n. 1731 del 24/08/2012), i detentori hanno l’obbligo di:
• riprodurre le condizioni climatiche, ambientali e fisiche tipiche dell’habitat naturale della specie
• rispettare eventuali obblighi di comunicazione alle autorità competenti: per alcuni animali protetti dalla Convenzione CITES è obbligatorio richiedere il registro di detenzione. La richiesta va presentata al Corpo Forestale della Valle d’Aosta – Ufficio Territoriale CITES

Prima di scegliere un animale esotico è importante considerare anche:
• la crescita rapida di alcune specie
• la lunga aspettativa di vita (alcune tartarughe e pappagalli possono vivere decenni)
• la difficoltà nel riconoscere segnali di stress o sofferenza

Riproduzione e cessione
In caso di riproduzione:
• per alcune specie è obbligatorio comunicare la nascita alle autorità competenti
• i nuovi esemplari devono essere identificati e documentati
Chi detiene animali inseriti negli Allegati A e B è tenuto a denunciare la nascita entro 10 giorni al servizio certificazioni CITES attraverso moduli e modalità reperibili al seguente link:
https://appweb.regione.vda.it/dbweb/urp/urp.nsf/WebSchedaITA?OpenForm&id=DF5E46BD12FAAB34C1256D7A002A45F7&#:~:text=Sito%20ufficiale%20della%20Regione%20Autonoma%20Valle%20d'Aosta 
In caso di cessione o vendita, è necessario fornire al nuovo proprietario tutta la documentazione che attesti la provenienza legale.

Informarsi è fondamentale
Le liste delle specie protette possono cambiare nel tempo. Per informazioni aggiornate è consigliabile consultare il sito ufficiale:
www.cites.org 

Divieto assoluto di rilascio in natura
Gli animali esotici non devono mai essere liberati o abbandonati nell’ambiente.
Questo comportamento può causare gravi danni agli ecosistemi locali, oltre a rappresentare un rischio per la fauna autoctona e per la sicurezza pubblica.

Per comprendere meglio le conseguenze dell’abbandono di specie esotiche e l’importanza di comportamenti responsabili, puoi guardare questi video realizzati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che illustrano casi concreti e i rischi per l’ambiente e la biodiversità.

• Introduzione alle specie aliene: https://www.youtube.com/watch?v=ymhESePJqfw  
• Testuggini d'acqua esotiche invasive: https://www.youtube.com/watch?v=yDtdNG46VO8  

In costruzione......

3. Corretta gestione animali da compagnia

La Legge Regionale 22 novembre 2010, n. 37 e la DGR 29 ottobre 2012, n. 1731, forniscono il quadro normativo regionale dei doveri legali e degli obblighi di cura per i proprietari di cani.

La normativa regionale ha una duplice finalità: da un lato tutela il benessere degli animali garantendo loro condizioni di vita dignitose, dall'altro tutela la salute e la sicurezza pubblica, prevenendo problemi derivanti da animali maltenuti, malati o aggressivi, e contrastando il randagismo.

Principi generali e obblighi di cura (Art. 4 LR 37/10 e Art. 4 DGR 1731/12)
Il proprietario o detentore è il responsabile civile e penale del benessere dell'animale e delle sue azioni. La normativa eleva la protezione del cane a valore giuridico, riconoscendolo come essere senziente.

- I doveri di custodia e benessere
➢ È obbligatorio garantire al cane un'esistenza compatibile con le sue esigenze biologiche, vale a dire fornire loro di cibo adeguato per tipologia e quantità, e acqua sempre fresca e pulita, ricovero idoneo e protezione dai pericoli
➢ È obbligatorio garantire al cane un'esistenza compatibile con le sue esigenze etologiche, vale a dire fare in modo che possa esprimere i propri bisogni e comportamenti di specie, come adeguata possibilità di movimento e di socializzazione con i suoi simili e con il gruppo famigliare, esplorazione e conoscenza del mondo.
Cure sanitarie: il proprietario o il detentore di un cane deve sempre assicurare un buono stato di salute e l'assistenza medica veterinaria immediata in caso di malattia.
Igiene: gli spazi di vita devono essere mantenuti costantemente puliti per garantire l'igiene pubblica e per non esporre l’animale a rischi biologici.
Protezione e riparo: il cane deve essere protetto da condizioni climatiche avverse. È vietato l'isolamento prolungato o la detenzione in spazi angusti, scarsamente aerati o privi di luce naturale, così come è vietato lasciare il cane in mezzi di locomozione.
Interventi chirurgici vietati: sono proibiti interventi a scopo estetico, come il taglio delle orecchie o della coda, salvo per casi eccezionali certificati dal medico veterinario.
Metodi di addestramento: è tassativamente vietato l'uso della violenza o di strumenti che causino dolore e stress, come collari elettrici, a punte o a strozzo (quest'ultimo è ammesso solo per operazioni professionali di accalappiamento).


Spazi di detenzione e movimento
Box e recinti: per la custodia esterna, i box e i recinti devono rispettare almeno le superfici minime previsti dalla DGR 1731/12. Le recinzioni devono essere dimensionate in base alla taglia del cane e idonee ad impedirne la fuga. I materiali delle recinzioni non devono essere pericolosi per il cane, vanno quindi evitate lamiere taglienti, ferri appuntiti o altri materiali pericolosi. Il cane non può rimanere chiuso nel box per più di 12 ore consecutive. In assenza di almeno due uscite giornaliere dovute a certificata impossibilità del proprietario a portarlo in passeggiata, la superficie deve essere ampliata di otto volte.
Attività motoria e mentale: è obbligatorio garantire almeno due uscite giornaliere per i cani che vivono in appartamento o box o recinto per permettere all’animale di avere possibilità di relazionarsi con il mondo esterno e con i suoi simili. La passeggiata quindi non è funzionale solo all'espletamento delle funzioni fisiologiche, ma è fondamentale per il suo benessere psico-fisico. Durante la passeggiata al cane deve essere permesso di annusare l’ambiente con calma e per un tempo sufficiente lungo. È importante anche garantirgli momenti in libertà, nelle zone in cui ciò è permesso.

Comportamento all’aperto
Guinzaglio e museruola: nei centri urbani e parchi, è obbligatorio l'uso del guinzaglio. La museruola deve essere sempre portata con sé e applicata in caso di rischio o su richiesta delle autorità.
Affinché l’uso della museruola per il cane non sia una costrizione è importante insegnargli a indossarla associandola sempre a qualcosa di piacevole. Se la museruola deve essere indossata per lungo tempo deve essere del tipo “a gabbia” (tipo Baskerville) al fine di permettere all’animale di bere e respirare agevolmente anche nelle giornate calde.
Raccolta deiezioni: il conduttore ha l'obbligo di raccogliere immediatamente le feci e di avere con sé strumenti idonei alla rimozione. I sacchetti o contenitori utilizzati per la rimozione delle feci devono essere prontamente smaltiti con i rifiuti urbani non differenziabili.
Aree di sgambamento: anche le aree dedicate ai cani devono essere mantenute pulite e le deiezioni rimosse.
I prati: la maggior parte dei prati presenti in Valle d’Aosta collocate in zone agricole sono luoghi di produzione di foraggio per gli animali da reddito (bovini, caprini, ovini …) e sono di proprietà privata, pertanto non è consentito utilizzarli come aree per lo sgambamento dei cani.

La Legge Regionale 37/2010 e la DGR 1731/2012 della Valle d’Aosta individuano le azioni e i divieti per la tutela dei gatti domestici e la gestione delle popolazioni urbane.

1. Le responsabilità del proprietario o detentore (Art. 4 LR 37/10 e Art. 4 DGR 1731/12)
La legge riconosce il gatto come animale d'affezione meritevole di una vita dignitosa che rispetti le sue caratteristiche comportamentali.

Esigenze Etologiche: il detentore deve permettere al gatto di esprimere i comportamenti naturali (esplorazione, gioco, arrampicata). È vietato segregarli permanentemente in gabbie, trasportini o locali di servizio come cantine e rimesse senza accesso all'abitazione.

Cura e Salute: è obbligatorio fornire un'alimentazione bilanciata e adatta al momento fisiologico dell’animale, quindi diversificata in base all’età (cucciolo, adulto, gravidanza, anziano) e in base a particolari stati sanitari. Per valutare lo stato sanitario dell’animale sono indispensabili visite veterinarie regolari. L'ambiente domestico deve essere sicuro, igienico e protetto da pericoli quali avvelenamenti accidentali o traumi.

Divieto di maltrattamento: è proibita ogni forma di violenza fisica o psicologica. Sono vietati interventi chirurgici non terapeutici, come l'asportazione delle unghie o la recisione delle corde vocali.

Gestione della riproduzione e controllo delle nascite
I proprietari di gatti a cui è permesso l’accesso all'esterno dell’abitazione hanno l'obbligo di provvedere alla loro sterilizzazione, all'applicazione del microchip e all'iscrizione all'anagrafe felina. Queste azioni sono volte a proteggere l’animale dalle malattie trasmissibili con l’accoppiamento (es. FIV e FeLV), a ritrovare il gatto in caso di smarrimento e a prevenire la nascita di gatti liberi sul territorio.

Limitazioni numeriche alla detenzione di cani e gatti (Art. 3 DGR 1731/12 VDA)

Il numero massimo di animali da compagnia che possono convivere all'interno di un medesimo nucleo familiare, al fine di garantire il rispetto dei requisiti di benessere animale e delle norme igienico-sanitarie è indicato nell’Art. 3 della DGR 1731/12 VDA

- Limiti numerici per la detenzione dei cani
Il numero di cani consentito per ogni nucleo abitativo o familiare è determinato dalla taglia degli animali e dalle caratteristiche dello spazio di dimora:
• Detenzione in appartamento:
◦ Fino a un massimo di 4 cani di piccola taglia.
◦ Fino a un massimo di 3 cani di media taglia.
◦ Fino a un massimo di 2 cani di grande taglia o taglia gigante.
• Detenzione con spazio aperto:
◦ È consentito detenere fino a un massimo di 5 cani totali qualora sia disponibile un'area esterna recintata sempre accessibile: giardino, cortile o simili. Tale spazio deve possedere dimensioni adeguate a garantire il benessere di ogni soggetto. Tale limite si applica anche in caso di detenzione in recinti o box.

- Limiti numerici per la detenzione dei gatti
La presenza di gatti all'interno del nucleo familiare è regolata secondo le seguenti modalità:
• In alloggio: è consentita la detenzione di un massimo di 4 gatti.
• Con spazio aperto: il limite è esteso fino a 10 gatti, a condizione che gli animali abbiano accesso costante a uno spazio esterno sufficientemente ampio. In questo caso, è fatto obbligo di sterilizzazione chirurgica, identificazione tramite microchip e iscrizione all’anagrafe degli animali da compagnia per tutti i soggetti detenuti.

- Criteri di equivalenza e convivenza
Qualora nello stesso alloggio coabitino sia cani che gatti, ai fini del calcolo numerico complessivo, un gatto è considerato equivalente a un cane di piccola taglia e viceversa.

- Deroghe e autorizzazioni speciali
Il superamento dei limiti sopra indicati è soggetto a specifiche procedure di controllo:
Nulla-osta comunale: chi desidera detenere un numero di animali superiore ai limiti standard (per fini amatoriali e senza scopo di lucro) deve presentare richiesta al Comune di residenza. L'autorizzazione verrà rilasciata dal Sindaco previo parere favorevole dei Veterinari Ufficiali dell'AUSL VdA, che dovranno verificare l'idoneità degli spazi e il rispetto delle esigenze etologiche delle specie.

Nota Bene
L 'autorità sanitaria pubblica può intervenire in qualsiasi momento per autorizzare deroghe o, al contrario, limitare ulteriormente il numero di animali detenuti qualora sussistano criticità legate all'igiene o al benessere degli animali stessi.

Non rientrano nel computo dei limiti numerici:
• I cuccioli durante il periodo di svezzamento o in attesa di cessione/adozione, fino al compimento del sesto mese di vita.
• I soggetti giovani che richiedono periodi di osservazione prolungati per la valutazione delle loro attitudini naturali al lavoro.

In costruzione....

Il termine Eutanasia, dal greco eu=buono e Thanatos= morte, indica i metodi utilizzati per accompagnare nel modo più dolce e caritatevole possibile i nostri animali nel loro ultimo viaggio.
La pratica dell’eutanasia prevede che gli animali vengano addormentati per mezzo di una anestesia profonda, prima di somministrare il farmaco che pone fine alle loro sofferenze.

La Normativa chiarisce i casi in cui è ammessa la soppressione degli animali da compagnia.
La legge infatti vieta l’uccisione immotivata degli animali, che ha dei risvolti penali: codice penale: "TITOLO IX-BIS - DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI: Art. 544-bis. - (Uccisione di animali). - Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

Dunque, vista anche la Legge regionale 37/2010, L’EUTANASIA di un animale d’affezione deve SEMPRE essere eseguita da un Medico Veterinario, e può essere eseguita nei seguenti casi:

• animali gravemente malati ed incurabili.

• Animali di comprovata pericolosità Valutata dai servizi Veterinari dell’USL con, eventualmente, il supporto della Commissione regionale dei diritti degli animali di affezione di cui all’art 30 della legge regionale 37/2010.

Le spoglie degli animali che ci hanno accompagnato nel corso della nostra vita devono essere gestite come prevede la normativa europea, nazionale e regionale.
Modalità di smaltimento consentite:
ogni singolo cittadino può:
1) Consegnare le spoglie presso il canile/gattile regionale (CGR) che
provvede allo smaltimento mediante incenerimento tramite ditta autorizzata.
Le tariffe da corrispondere al gestore del CGR da parte dei privati proprietari a copertura
delle spese di smaltimento e energia elettrica sono:
i. smaltimento carcassa, cani media e grossa taglia: 25,00 euro,
ii. smaltimento carcassa, cani piccola taglia, gatti e altri animali d’affezione di
piccola taglia: 18,00 euro
In questo caso sarà cura del gestore del CGR la cancellazione dall’anagrafe degli animali da compagnia per i soggetti microchippati.

2) Contattare una ditta autorizzata specializzata per la cremazione degli animali da compagnia con la possibilità di ricevere le ceneri che comunque non possono essere disperse nell’ambiente, per conservarle.
Tale servizio viene fornito da alcune ditte che operano nel territorio confinante con la nostra Regione.
Sarà cura del proprietario provvedere alla cancellazione dell’animale dal registro anagrafico.

3) E’ possibile il seppellimento degli animali d’affezione in un terreno di proprietà del proprietario/detentore, previa comunicazione al Comune territorialmente competente ad esclusione degli animali deceduti a seguito di malattia infettiva e infestiva trasmissibile agli uomini o denunciabile.

In questo caso sarà il Comune/ Polizia Locale a provvedere all’aggiornamento dell’anagrafe.

4) E’ prevista la possibilità di sepoltura presso un cimitero per animali d’affezione.
Ad oggi è presente un cimitero con tali caratteristiche anche nella nostra Regione nel comune di Gignod.

Cosa NON Fare: non abbandonare le spoglie e non gettarle nei cassonetti dei rifiuti solidi, acque, canali, falde acquifere o in tutti i luoghi che possano provocare inquinamento e il diffondersi delle malattie. (comportamenti punibili per legge)

4. Anagrafe e Identificazione

L’identificazione degli animali da compagnia è fondamentale per il loro benessere, per tutelare i proprietari e per facilitare il ritrovamento degli animali smarriti.
L’iscrizione all’Anagrafe Regionale degli Animali da compagnia permette di collegare ogni animale al proprio proprietario tramite un codice identificativo unico.

Tra i principali doveri del proprietario c’è l’obbligo di identificare l’animale con microchip, quando previsto dalla normativa.

Si consiglia comunque, ove possibile, di identificare sempre gli animali anche se non è strettamente previsto dalla normativa.

Ad es. a Dicembre 2025 l’AUSL Valle d’Aosta, S.C. Sanità animale ha effettuato una campagna promozionale di microchippatura per i gatti.

Il microchip è un piccolo dispositivo elettronico, grande circa come un chicco di riso, che viene inserito sotto la pelle dell’animale tramite una semplice iniezione.
Il microchip:
• contiene un codice numerico univoco di 15 cifre
• non è un GPS e quindi non permette di localizzare l’animale
• può essere letto tramite appositi lettori elettronici utilizzati da veterinari e autorità competenti.
Quando il microchip viene letto, il codice viene collegato ai dati registrati nell’anagrafe degli animali da compagnia, permettendo di risalire al proprietario.
L’applicazione del microchip è una procedura rapida, sicura e poco invasiva per l’animale, è eseguita da un veterinario libero professionista o dell’ASL che possono inserire tutti i dati necessari direttamente in Banca Dati Regionale Animali compagnia (BDR)

Cane:
Nascita cucciolata
La nascita di una cucciolata deve essere comunicata preventivamente dal proprietario al Comune di residenza entro 30 giorni. I cuccioli devono essere identificati con microchip entro il 60° giorno di vita e in ogni caso prima della loro eventuale cessione. La cessione dei cuccioli può avvenire solo dopo i 60 giorni dalla nascita, tempo fisiologicamente indispensabile perché il cucciolo resti a contatto con la madre.

Trasferimento di proprietà
Il trasferimento di proprietà o del luogo di detenzione di un cane deve essere registrato nella banca dati regionale, presentando il documento di cessione entro 15 giorni dall’acquisizione del cane, che deve già essere identificato con microchip.
I cani appartenenti a proprietari non residenti che soggiornano sul territorio regionale per più di 90 giorni devono essere iscritti nella banca dati regionale degli Animali d’Affezione.

Smarrimento o furto di un cane
Lo smarrimento e la sottrazione del cane devono essere segnalati dal proprietario o dal detentore, non oltre cinque giorni dal verificarsi dell'evento, al Comune di residenza o di abituale dimora, al canile regionale, ai servizi veterinari dell'Azienda USL o al Corpo forestale della Valle d'Aosta.

Morte del cane
Il proprietario deve segnalare la morte del cane entro 15 giorni dall’evento. I proprietari o detentori di cani, nel caso di morte del proprio animale, devono contattare il canile regionale, che provvede a predisporre le procedure di cremazione in strutture autorizzate allo scopo. E' ammessa l'inumazione delle spoglie in terreni privati, previa comunicazione al Comune territorialmente competente, in conformità alla normativa vigente.

Ritrovamento di un cane

Il ritrovamento di un cane di proprietà sconosciuta da parte di un privato comporta sempre l’obbligo di segnalazione del fatto all’autorità territorialmente competente Polizia Locale, Corpo Forestale che attiverà a sua volta il servizio di recupero gestito dal Canile Regionale. È buona norma rimanere nei pressi del ritrovamento per permettere agli addetti del canile di ritrovare agevolmente il cane o il gatto. Se si sospetta che l’animale sia ferito, traumatizzato o malato è importante riferirlo per permettere agli operatori di organizzare adeguatamente il recupero.

Cosa?

Entro quando?

Dove?

Pre-iscrizione cucciolata

30 gg di vita

Comune di residenza

Inserimento microchip cucciolo ed iscrizione in BDR

60 gg di vita e comunque prima della sua cessione

Veterinario ASL/LP

Passaggio di proprietà Trasferimento di residenza Decesso

15 gg dall'evento

Comune di residenza

Smarrimento/sottrazione

5 gg dall'evento

Comune di residenza

 

Gatto: l'inserimento del microchip, l'iscrizione in BDR e la sterilizzazione sono obbligatorie nel caso in cui i gatti siano lasciati liberi di uscire sul territorio regionale.

L'omessa iscrizione nella Banca Dati Regionale ed il mancato rispetto delle tempistiche previste sono passibili di sanzione ai sensi dell' art 18 della L.R. 37/2010!

5. Etologia e Comportamento Animale

Vivere con un cane è un’esperienza straordinaria, ma per far sì che la convivenza sia serena e che il cane diventi un compagno capace di ascoltare e imparare, è fondamentale superare l'approccio puramente intuitivo.

Una relazione profonda si costruisce sulla conoscenza dei suoi bisogni e sulla comprensione delle sue emozioni.

"Un cane che non ascolta è, molto spesso, un cane che non è ascoltato."

Bisogni e motivazioni sono il motore del comportamento

Il comportamento del cane non è mai casuale: è guidato da bisogni (necessità biologiche o sociali) e motivazioni (le spinte che portano all'azione). Se un bisogno non viene soddisfatto, si genera uno stato di malessere generale.

La Piramide dei Bisogni

Bisogni fisiologici: fame, sete, riposo adeguato e salute fisica.
Sicurezza: un legame d'attaccamento solido e la certezza delle aspettative.
Socialità e appartenenza: sentirsi parte integrante del "branco" familiare.
Autorealizzazione: la possibilità di esplorare, giocare e risolvere piccoli problemi (attività mentale).

L'Equilibrio energetico: non solo movimento

Molti proprietari pensano che per "stancare" il cane basti una lunga corsa. In realtà, l'attività fisica è solo una parte del bisogno di consumare energie. Per un cane equilibrato, la formula dell'attività generale deve includere:

Attività fisica: locomozione e gioco dinamico.
Attività mentale: il problem solving brucia energia 10 volte di più rispetto alla semplice corsa.
Attività masticatoria: masticare oggetti adeguati scarica la tensione e impegna muscoli potenti, favorendo il relax.

Stress e salute: la connessione Mente-Corpo

La scienza (PNEI - Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) dimostra che la mente e il corpo sono strettamente collegati. Uno stato di stress cronico (causato da bisogni inappagati, metodi coercitivi o incoerenza del proprietario) indebolisce il sistema immunitario e può portare a patologie fisiche e comportamentali, come per esempio:

Disturbi fisici: dermatiti, gastriti, enteriti, otiti,
Disturbi comportamentali: ansia generalizzata, fobie, depressione o stereotipie (come rincorrersi la coda o leccarsi le zampe fino a procurarsi delle piaghe).

Emozioni ed empatia

I cani provano emozioni come gioia, paura, rabbia e tristezza. Sono inoltre dotati di una grande empatia affettiva: sono in grado di percepire il nostro stato emotivo attraverso la vista (postura, espressioni) e l'olfatto (ormoni e feromoni).

È inutile cercare di nascondergli le nostre emozioni: se siamo arrabbiati o preoccupati ma cerchiamo di premiare o calmare il cane in modo forzato, gli inviamo segnali contrastanti che generano in lui solo confusione. La coerenza emotiva è alla base di una relazione sana e di reciproca fiducia.

Costruire una relazione di fiducia

Per avere un cane che "ascolta", dobbiamo essere per lui una base sicura e una guida coerente.

Questo si ottiene attraverso:

- Rispetto dell'alterità: riconoscere che il cane è simile a noi (animale sociale) ma diverso (ha necessità specifiche di specie e razza).
- Tempo di qualità: dedicare momenti reali di condivisione, non solo di gestione.
- Comunicazione efficace: imparare a leggere i suoi messaggi per poter rispondere ai suoi bisogni.


Comprendere il suo mondo interiore è l'unico modo per trasformare un “comando” in una scelta di collaborazione spontanea e duratura.

Oggi sappiamo che se un cane è equilibrato e sicuro di sé non lo deve soltanto ad una sua particolare spinta genetica, ma anche a tutte le esperienze di apprendimento che lo accompagnano dal concepimento all’età adulta.

L’esperienza di apprendimento più forte per il senso di sicurezza di un cane deriva dal legame d’attaccamento con la figura genitoriale (la madre del cucciolo) e poi dal legame con la figura d’attaccamento secondaria (il proprietario).

Capire come cresce il proprio cane è il primo passo per instaurare una relazione sana e duratura. Lo sviluppo del comportamento canino non inizia quando portate il cucciolo a casa, ma molto prima, attraversando diverse fasi definite "periodi sensibili".

I MOMENTI CHIAVE DA CONOSCERE QUANDO SI ACCOGLIE UN CUCCIOLO DI CANE

Ecco un riepilogo delle fasi principali che ogni cucciolo attraversa dalla nascita alla maturità:

Periodo

Età Indicativa

Cosa Succede?

Prenatale

Concepimento alla nascita

Il feto percepisce lo stress o il benessere della madre.

Neonatale

0 -10/12giorni

Cucciolo cieco e sordo; dipende totalmente dai riflessi.

Transizione

10/12giorni - 3 settimane

Apertura occhi e comparsa dell'udito (20∘giorno).

Socializzazione

3 settimane -3/4mesi

Fase cruciale per imparare a stare con cani e persone.

Giovanile

3/4mesi - Pubertà

Affinamento motorio e definizione del ruolo sociale.

L'importanza della madre (periodo di transizione)
Intorno al quindicesimo giorno il cucciolo inizia a creare un legame profondo con la madre, chiamato attaccamento. La madre non è solo fonte di cibo, ma rappresenta una presenza rassicurante che permette al piccolo di esplorare il mondo senza paura.

Imparare a fare il cane (socializzazione primaria)
Tra le 3 e le 8 settimane, i cuccioli devono stare con i fratelli e la madre. Attraverso il gioco e la lotta, imparano a comunicare e a riconoscersi come appartenenti alla specie canina. Un isolamento precoce in questa fase può portare a difficoltà relazionali in età adulta.

Incontrare il mondo (socializzazione secondaria)

Tra le 5-7 e le 12 settimane è il momento d'oro per far conoscere al cucciolo l'essere umano e altri animali. Attenzione: questa socializzazione non è "per sempre"; deve essere rinforzata e non è automatica per tutte le persone (es. un cane deve conoscere bambini, uomini con barba, persone con cappello, ecc.). Le esperienze devono essere positive e graduali: se il cucciolo manifesta paura e insicurezza non bisogna forzarlo , ma dargli il tempo di avvinarsi a ciò che non conosce e lodarlo e rassicurarlo quando lo fa. Se le difficoltà sono grandi è necessario consultare un istruttore cinofilo professionale o un veterinario esperto in comportamento animale.

Intorno alle 12-14 settimane compare la paura verso ciò che è sconosciuto. Per questo è importante esporre il cucciolo a stimoli positivi prima di questa soglia.

CONSIGLI PRATICI PER I NUOVI PROPRIETARI

Il cucciolo dovrebbe rimanere con la madre almeno sino ai 60 giorni di età.

Prima di cambiare casa il cane deve essere microchippato, in seguito deve essere comunicato al comune di residenza la variazione di proprietà.

I primi giorni a casa
• Appena arrivato è importante che il cucciolo possa sentire "l’odore di casa": fatevi consegnare da chi accudiva il cucciolo uno straccio con l'odore della madre, se era presente, o del box del canile da cui lo avete adottato, e ponetelo nella sua cuccia.

• Calore: una bottiglia d'acqua calda avvolta nello straccio o una borsa dell’acqua calda e un peluche possono simulare la presenza e il calore dei fratellini e della mamma.

• Distacco graduale: per la prima settimana, tenete il cucciolo in camera con voi, magari mettendo la sua cuccia in una scatola dai bordi alti. Una volta rassicurato, potrete spostarlo gradualmente in un'altra stanza.

Educazione a sporcare fuori casa

Un cucciolo di due mesi può imparare a non sporcare in casa in circa 3- 4 settimane durante il giorno, ma per la tenuta notturna bisognerà aspettare il 4° mese.

Il segreto del successo: portatelo fuori subito dopo che si è svegliato, subito dopo dopo aver mangiato o dopo aver giocato. Premiatelo sempre quando sporca nel posto giusto!

Mai punire il cane se trovate un "bisognino" al vostro rientro: il cane non può collegare la punizione a un evento passato e imparerebbe solo ad aver paura di voi o a nascondersi per sporcare.

Educare il cucciolo a rimanere da solo in casa
A nessun cane piace rimanere solo: i cani sono animali sociali, che in natura vivono in branco, e difficilmente ricercano la solitudine. Quindi, soprattutto per un cucciolo, trovarsi da solo può essere un’esperienza spiacevole o anche traumatizzante. È quindi importante abituarlo gradualmente alla solitudine. Il distacco deve avvenire con grande pazienza. Le prime volte ci si allontanerà entrando semplicemente in un'altra stanza per qualche istante, tornando se possibile prima ancora che il cane dia peso a questo gesto. Così facendo potremo verificare se si sente in ansia quando usciamo dal suo campo visivo.

Per facilitare il processo possiamo scegliere momenti in cui è tranquillo e non troppo eccitato. Quando il livello di attivazione è molto alto, infatti, è più facile che l'allontanamento venga vissuto con più difficoltà.

D'altra parte, però, bisogna evitare di scomparire dalla sua vista mentre dorme, pensando che non se ne accorga, perché una volta svegliato potrebbe sentirsi spiazzato e abbandonato. Questa sensazione potrebbe mettere i bastoni tra le ruote nel nostro processo di costruzione della fiducia.

Lasciare dei masticativi e o dei giochi con cui possa intrattenersi mentre è solo può evitare che scelga di masticare, anche solo per noia, le nostre ciabatte o il telecomando!

Routine

Il cane è un animale abitudinario. Stabilire una routine giornaliera riduce lo stress e permette al cucciolo di prevedere cosa succederà da li a poco. Inizialmente quindi è meglio portarlo a spasso negli stessi posti in modo che possa farsi una mappa “odorosa” dell’ambiente che lo circonda.

Socializzazione con altri cani

Partecipare a incontri di socializzazione presso un centro specializzato gestito da istruttori professionali o veterinari esperti in comportamento può essere di aiuto per favorire lo sviluppo di una buona capacità comunicativa con gli altri cani.

Attenzione però a non esporlo troppo a situazioni stressanti! Spesso un occhio non esperto crede che il cucciolo stia giocando con gli altri cani quando in realtà sta vivendo un momento di difficoltà, sopraffatto da soggetti troppo irruenti e problematici!!!

PROBLEMI COMPORTAMENTALI NELL’ETA’ EVOLUTIVA
Se il cucciolo si comporta sempre in modo troppo esuberante o aggressivo o al contrario manifesta comportamenti di eccessiva paura o chiusura è molto importante rivolgersi tempestivamente ad un veterinario esperto in comportamento animale o ad un istruttore cinofilo professionale per aiutarlo a diventare un cane sicuro ed equilibrato. Soprattutto in questi casi il “FAI DA TE” è assolutamente da evitare!

Vivere con un gatto e comprenderne il linguaggio è un'esperienza profondamente appagante. Conoscere il suo modo di comunicare ci insegna a restare nel "qui e ora", arricchendo la nostra sensibilità emotiva. Con pazienza, curiosità e coerenza, il rapporto con il proprio micio diventerà un percorso di crescita e gioia reciproca.

Da circa 9.000 anni il gatto convive con l'uomo. Nel tempo ha accettato di condividere la vita domestica pur preservando i tratti distintivi della sua natura selvatica.

Il gatto domestico (Felis silvestris catus) discende dal gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica). Inizialmente si avvicinò ai villaggi per cacciare i roditori attirati dalle scorte alimentari umane: in questo modo trovò cibo e sicurezza, mentre l'uomo beneficiava del suo controllo sui piccoli roditori che minacciavano le sue scorte alimentari. Da questo mutuo beneficio nacque un legame che ha portato i felini a diffondersi in tutto il mondo.

Fisiologicamente, il gatto è un predatore solitario , ma al contempo, per le sue piccole dimensioni, può essere una preda: per questo, se si sente minacciato, la sua reazione immediata è la fuga o un attacco difensivo fulmineo.

È un animale territoriale che organizza il proprio spazio in aree dedicate a specifiche attività: caccia, bisogni fisiologici e riposo. Questi spazi possono essere esclusivi o condivisi con altri consimili in tempi diversi.

La sua attività è prevalentemente crepuscolare (alba e tramonto), momenti che in natura dedica alla caccia. Verso sera, la sua fisiologia registra un aumento del cortisolo, l'ormone che lo rende scattante ed efficiente. È proprio per questo motivo che i gatti di casa si manifestano spesso la cosiddetta "follia serale", correndo freneticamente o tendendo agguati a tende e giocattoli.

Dal punto di vista alimentare, è un carnivoro quasi obbligato: necessita di una dieta di alta qualità composta prevalentemente da proteine animali. Nonostante ciò, possiede un'ottima plasticità comportamentale e una socialità facoltativa: può vivere serenamente da solo o in gruppo, a seconda delle risorse alimentari disponibili (come accade nelle colonie feline). Infine, il gatto è un vero "edonista": ricerca costantemente calore, cibo e contatto per soddisfare le proprie esigenze di benessere.

COME CAPIRE IL TUO GATTO E AIUTARLO AD AMBIENTARSI
Il gatto comunica costantemente attraverso quattro canali principali che spesso agiscono in sinergia:

1. Visivo: postura, movimenti della coda, posizione delle orecchie e sguardo. È il linguaggio del "qui e ora".
2. Tattile: contatto fisico rivolto alle persone o agli altri animali di cui ha fiducia, tramite leccamento, strusciarsi, richiedere coccole.
3. Olfattivo: marcature con urina, feci o ghiandole poste su muso e polpastrelli per definire il territorio. È un canale comunicativo che agisce anche a distanza, infatti i gatti sono in grado di rilevare un odore rilasciato molto tempo prima e da esso trarre moltissime informazioni.
4. Acustico: vocalizzazioni come miagolii, fusa, trilli, ringhi e soffi per esprimere i diversi stati emozionali

Decodificare il linguaggio del corpo
• La coda: se alta e dritta, indica un approccio amichevole. A forma di "punto di domanda" esprime curiosità. Se avvolta attorno a una persona, è un segnale di affetto, mentre se "frusta" l'aria indica irritazione. Quando si gonfia esprime paura e probabile reazione di fuga o attacco.
• La postura: il corpo rilassato con orecchie in avanti indica benessere. Al contrario, un corpo rigido, orecchie appiattite o ruotate e pelo sollevato segnalano uno stato emotivo negativo o reattivo.
La pancia esposta: quando un gatto spaventato si rotola sulla schiena mostrando la pancia, non sta chiedendo carezze, ma sta assumendo una postura difensiva pronta all’attacco.

Marcature e vocalizzazioni

Graffiare o urinare fuori dalla lettiera (spesso in verticale) non sono dispetti o vendette, ma segnali comunicativi che quando si manifestano in modo continuo e intenso possono essere indicativi di uno stato di stress o

insicurezza.
Punire questi comportamenti aumenta l'ansia e peggiora la situazione. È invece opportuno consultare un esperto.

Anche fare le fusa è un comportamento ambivalente: sebbene indichi spesso piacere, può comparire in situazioni di forte dolore o stress come meccanismo di auto-conforto.

LE EMOZIONI DEL GATTO: COSA PROVA E COME LE ESPRIME

A differenza degli esseri umani, i gatti esprimono emozioni complesse in modo non verbale. Comprendere queste dinamiche è la chiave per una convivenza armoniosa.
Sicurezza: si manifesta con movimenti fluidi, coda morbida e disponibilità al gioco.
Paura: il gatto assume postura basse, evita lo sguardo, appiattisce le orecchie e cerca nascondigli. In questi momenti non va mai forzato o disturbato.
Frustrazione: emerge quando l'animale sente di non avere il controllo sull'ambiente. I segnali principali sono pupille dilatate, movimenti bruschi e vocalizzazioni intense.
Reazione difensiva: compare quando i suoi segnali di disagio vengono ignorati, il gatto può passare all'attacco, con graffi e morsi improvvisi. Queste sono risposte estreme a una situazione percepita da lui come insostenibile. Tuttavia gli attacchi quasi sempre sono preceduti da avvertimenti (soffi o ringhi) che servono proprio ad evitare il conflitto. Quindi è importante interrompere il confronto prima che la situazione degeneri.
Stress Cronico: spesso silenzioso, può manifestarsi con ipervigilanza, o con isolamento, mancato utilizzo della lettiera o un aumento ossessivo di marcature o autolesionismo attraverso leccamenti continui che arrivano a creare aree di totale perdita di pelo.

COME GIOCARE CON IL GATTO
Usa solo giocattoli: non usare mai mani o piedi come bersaglio. Questo insegnerebbe al gatto che il corpo umano può essere trattato come una preda, aumentando il rischio di ferite. Utilizza canne con piume o palline che imitano il movimento delle prede naturali.
Sessioni brevi e frequenti: i felini preferiscono più sessioni di gioco da 10-15 minuti, meglio alla mattina o alla sera, piuttosto che una singola attività prolungata. Questo ritmo previene la frustrazione e smaltisce meglio le energie.
Riconosci i limiti: se noti eccessiva eccitazione (coda agitata, pupille dilatate), interrompi il gioco prima che la situazione degeneri in morsi o graffi.
Interrompi in caso di irruenza: se durante il gioco il gatto ti morde o ti graffia, ferma immediatamente ogni attività e allontanati. Il gatto imparerà che i comportamenti bruschi portano alla fine del divertimento.
Arricchimento ambientale: la noia causa spesso aggressività. Offrire giocattoli diversi senza però lasciarli sempre a disposizione aiuta a prevenire la noia. Offri stimoli verticali (mensole, tiragraffi) e nascondigli (scatole di cartone, ceste…) per permettergli di gestire le energie anche in autonomia.

Lo sviluppo di un gattino segue tappe precise, chiamate periodi sensibili , che ne modellano il carattere e l'equilibrio futuro. Quando possibile è fondamentale che il piccolo resti con la madre e i fratelli fino alle 10-12 settimane per garantire una crescita emotiva sana e per imparare le regole di base della comunicazione con i suoi simili.

Periodo Prenatale (Prima della nascita)
Il futuro comportamento del gattino viene influenzato già nel grembo materno: lo stato emotivo della madre e le sue esperienze in gravidanza hanno un impatto diretto sui piccoli. Anche il temperamento del padre gioca un ruolo rilevante nella determinazione del carattere del prole, questo però viene trasmesso per via genetica.

Periodo Neonatale (0-2 settimane)
In questa fase il gattino è totalmente dipendente dalla madre. Trascorre il tempo mangiando e dormendo; il sistema nervoso, motorio e sensi sono ancora immaturi. Ha gli occhi chiusi e le capacità motorie sono limitate a piccoli spostamenti che gli permettono di raggiungere le mammelle. In questi giorni anche l’apparato digerente non è del tutto autonomo, infatti la mamma per aiutarlo ad eliminare feci e urine deve massaggiare il suo addome leccandolo.

Periodo di transizione (2-3 settimane)
Inizia il risveglio sensoriale: il gattino apre gli occhi e le orecchie, muove i primi passi goffi all'interno della cuccia e inizia cautamente ad esplorare lo spazio circostante il nido.

Periodo di Socializzazione (3-9/12 settimane)
Il periodo di socializzazione del gattino è una fase cruciale per lo sviluppo sociale e motorio in cui il cucciolo impara a relazionarsi con l'ambiente, altri animali e persone. Esporre il gattino a stimoli positivi e vari durante questo periodo è fondamentale per prevenire timidezza, ansia o aggressività da adulto. È il momento di fargli fare esperienze positive con il mondo e abituarlo a tutte le cose che dovrà fare nella vita (incontrare persone estranee, viaggi in auto, spostamenti di casa per le vacanze, incontro con altri animali conviventi…)

Interazione: il gattino impara a comunicare con la madre, i fratelli, gli esseri umani e altre specie. La madre insegna le "regole sociali" e il controllo del morso sgridandolo quando usa la bocca in modo eccessivo procurando dolore a lei o ai fratelli.
Apprendimento pratico: a 4 settimane impara a ritrarre gli artigli (momento ideale per introdurre i tira-graffi). Alla quinta settimana acquisisce il controllo dell'evacuazione e inizia a cercare un substrato adatto (fase perfetta per l'educazione alla lettiera).
Gioco e caccia: tra le 8 e le 12 settimane il gioco predatorio aumenta, definendo la personalità finale del gatto.

Periodo giovanile (dalle 12 settimane alla pubertà)
Il gatto raggiunge il pieno sviluppo fisico e motorio, completando la maturazione sociale e comportamentale fino al raggiungimento della maturità sessuale.

GUIDA AI BISOGNI FONDAMENTALI

Alimentazione e Salute

Dieta: somministrare cibo specifico per gattini, che è più nutriente e calorico rispetto a quello per gatti adulti, somministrato in piccoli pasti frequenti o meglio lasciato a disposizione. Per la tipologia di dieta è sempre meglio farsi consigliare dal veterinario di fiducia.
Veterinario: programmare una visita entro 7-10 giorni dall'adozione che provvederà a impostare un piano vaccinale adeguato, alla sverminazione e all’inserimento del microchip se il gatto avrà accesso libero all’esterno dell’abitazione.

Sterilizzazione
La sterilizzazione chirurgica è consigliata sia per i maschi sia per le femmine, salvo non si voglia svolgere un’attività di allevamento per la quale però è necessaria una formalizzazione di attività economica presso il comune di residenza.

La sterilizzazione (per le femmine) e la castrazione (per i maschi) sono interventi chirurgici che impediscono ai gatti di riprodursi in modo permanente. Sono spesso consigliati perché i gatti non sterilizzati seguendo l’istinto riproduttivo possono allontanarsi da casa, ferirsi lottando con altri gatti, contrarre malattie e causare nascite indesiderate.

Questi interventi contribuiscono anche a ridurre la marcatura con l’urina, che nei maschi non sterilizzati ha un odore particolarmente forte e persistente. Per le femmine, invece, la sterilizzazione chirurgica risulta quasi indispensabili se vivono in casa: in assenza di accoppiamento, infatti, la gatta torna in calore dopo pochi giorni, riprendendo a miagolare in modo intenso anche durante la notte.

Di solito è consigliabile sterilizzare il gatto quando è giovane, ma è fondamentale la valutazione del veterinario di riferimento.

Ambiente e Igiene

La Lettiera: deve essere posizionata in basso e in un luogo tranquillo, facilmente accessibile. In commercio esistono diversi tipi di substrato che seguono le preferenze di ciascun gatto. La pulizia costante della lettiera è essenziale per il benessere del gatto, per evitare odori sgradevoli e il proliferare di batteri. Se il gatto sporca fuori dalla lettiera di solito lo fa perché nell’ambiente c’è qualcosa che lo disturba o perché il substrato non è adatto a lui.
Arricchimento ambientale: Il gatto ha bisogno di graffiare (tira-graffi), arrampicarsi (zone rialzate come mensole che facilitano il raggiungimento delle parti alte dei mobili) e nascondersi (tunnel o scatole per sentirsi al sicuro o per giocare. Sul web è facile trovare suggerimenti per produrre in casa giochi interattivi a basso costo utilizzando anche materiali di scarto.

Gioco e relazione
Simulazione della caccia: dedicare tempo ogni giorno a giochi che stimolano l'istinto predatorio per ridurre lo stress e rinforzare il legame. Non bisogna mai usare le mani nude per giocare; se il gattino morde, reindirizzare l'attenzione su un giocattolo.
Manipolazione corretta: ai gatti non sempre piace essere toccati e presi in braccio. Bisogna rispettare ila loro fisicità e i loro spazi ricordando che le nostre mani sono grandi quasi come loro.
"Fare la pasta": è un comportamento normale derivato dall'infanzia che indica conforto, benessere e attaccamento verso il proprietario. Può essere un segnale di disagio se espresso di continuo e in modo compulsivo.

L'Arrivo a Casa
Il cucciolo dovrebbe rimanere con la madre almeno sino ai 60 giorni di età.

Per evitare stress eccessivo, al suo arrivo permetti al gattino di esplorare una stanza alla volta , espandendo gradualmente il suo territorio solo quando si mostra sicuro e rilassato.

All'inizio, è consigliabile predisporre una singola stanza tranquilla che funziona da "base sicura". Questo spazio deve includere cibo, acqua, lettiera, cucce o nascondigli, un tira-graffi e, se possibile, una copertina proveniente dall’ambiente da cui arriva: l'odore familiare lo aiuterà a sentirsi protetto.

Se il gattino è molto piccolo può aiutarlo mettere nella cuccia un peluche e una borsa dell’acqua calda per simulare la presenza della mamma e dei fratelli.

Con l’avanzare dell’età, sia i gatti che i cani subiscono cambiamenti fisici e comportamentali simili a quelli degli esseri umani: diminuzione della mobilità, calo della vista e dell’udito, ridotta energia e talvolta isolamento. Per garantire loro una buona qualità della vita nella “terza età”, è fondamentale adattarsi alle nuove esigenze e creare un ambiente sicuro e confortevole.

Comportamento e affetto
Gli animali anziani dormono di più, giocano meno e spesso si isolano. Possono diventare più dipendenti dal proprietario, insicuri ed emettere più vocalizzi (soprattutto di notte nei gatti). È importante mantenere momenti quotidiani di gioco, coccole e interazione dolce, rispettando i loro tempi, per stimolare la mente e prevenire apatia o stress.

Mobilità
La mobilità può ridursi notevolmente. Per questo:
Creare spazi tranquilli e facilmente accessibili, con letti comodi e caldi.
Adattare giochi e tiragraffi (per i gatti) o giocattoli (per i cani) alle loro capacità motorie.
Facilitare l’accesso a giardini, terrazzi o zone preferite della casa.
Prevenire incidenti evitando scale o superfici scivolose, specialmente per cani con articolazioni fragili o gatti con artrite.

Igiene e comfort
Lettiera a bordo basso per i gatti; accesso facile a cucce e letti per i cani.
Cura regolare del pelo e delle unghie per ridurre fastidi e problemi fisici.
Ambienti stabili, caldi e sicuri, evitando cambiamenti drastici che possono creare stress.

Alimentazione e idratazione
Ciotole rialzate o facilmente accessibili.
Cibo facilmente digeribile e, se necessario, integratori per ossa e articolazioni .
Più punti acqua in casa per prevenire la disidratazione.
Controllo del peso per prevenire problemi articolari e metabolici.

Salute e controlli veterinari
Visite veterinarie regolari: almeno una volta all’anno, ma preferibilmente ogni 6 mesi per animali con patologie croniche o avanti con l' età.
Monitoraggio di denti, gengive, articolazioni, mobilità e capacità sensoriali.
Vaccinazioni e prevenzioni adeguate all’età e alla salute dell’animale.

Attività mentale e stimolazione
Giochi brevi, semplici e non faticosi.
Routine stabile per ridurre stress e ansia.
Interazioni rispettose dei loro tempi e delle loro capacità.

Età indicativa
Gatto: considerato anziano dai 10 anni, alcune razze longeve possono raggiungere anche i 18–20 anni.
Cane: in genere dai 7–10 anni, ma dipende dalla taglia (i cani di piccola taglia tendono a invecchiare più lentamente rispetto a quelli di taglia grande).
Gli animali anziani sembrano percepire il valore della stabilità e della gratitudine e ricambiano con una lealtà e un affetto profondo.

La diagnosi del dolore nel cane, nel gatto e in tutti gli altri animali rappresenta anche per i medici Veterinari una vera e propria sfida perché:

– gli animali non possono descrivere verbalmente la sofferenza come gli esseri umani
– le specie animali tendono a nascondere istintivamente la sofferenza: in natura, il dolore e la malattia equivalgono a vulnerabilità e attirano l’attenzione dei predatori.

Tuttavia i nostri animali manifestano la loro percezione del dolore cambiamenti comportamentali, pertanto un’attenta osservazione del loro comportamento, è il metodo più efficace per capire se il nostro animale da compagnia sta soffrendo.

Le manifestazioni possono variare molto tra specie e individui. Di seguito vengono elencati i comportamenti più comuni che possono essere espressione di dolore nel cane e nel gatto

Segni principali di dolore acuto nel gatto

Postura: corpo incurvato, testa bassa, addome raccolto
Comportamento: aggressività, fuga, graffi, morsi
Vocalizzazioni: soffiare, mugolare
Movimento: riluttanza a muoversi, zoppia, immobilità
Altri segni: pupille dilatate, scarsa pulizia, reazioni aggressive al contatto


Segni principali di dolore acuto nel cane

Postura: coda tra le gambe, dorso incurvato, testa bassa
Comportamento: aggressività, fuga, difesa della zona dolente
Vocalizzazioni: abbaiare, ululare, gemere
Movimento: zoppia, difficoltà a muoversi o svolgere attività normali
Altri segni: auto traumatismo, reazioni aggressive se toccato


Dolore cronico (persistente) comune a cane e gatto meno evidente e riconoscibile

Riduzione dell’attività o inattività
Cambiamento delle abitudini
Minore interesse per ambiente, gioco e interazioni
Perdita di peso (inappetenza o ridotta assunzione di cibo/acqua)
Aggressività, ansia, comportamenti compulsivi o anomali

Segni più specifici possono comparire in alcuni casi riferiti a precise zone del corpo

Dolore dentale → difficoltà a masticare, perdita di saliva, alitosi
Dolore articolare → zoppia, rigidità, riluttanza al movimento
Dolore auricolare →testa ruotata o inclinata, scuotimento delle orecchie.
Mal di testa →testa appoggiata contro il muro
Nausea → perdita di bava, deglutizione a vuoto


I cambiamenti comportamentali così come tutti gli altri segnali devono essere interpretati nel suo insieme e nel contesto ambientale e tenendo conto del suo normale temperamento.

Anche lievi modifiche nello stile di vita possono indicare dolore, oppure possono essere indicative di problemi di natura comportamentale, pertanto è indispensabile rivolgersi al veterinario di fiducia per una diagnosi differenziale e una terapia adeguata.

ATTENZIONE!
Non somministrare mai antidolorifici se non prescritti dal veterinario: alcuni farmaci per noi di uso comune possono rivelarsi letali per i nostri animali!

L’aggressività nei cani e nei gatti non è segno di “cattiveria”, ma un comportamento naturale e complesso che nasce da diverse cause, come paura, dolore, stress, esperienze negative o difesa di risorse e territorio. Può anche dipendere da fattori genetici, ormonali o da una scarsa socializzazione.

Questo comportamento può emergere quando l'animale percepisce minacce reali o immaginarie, quando sente il bisogno di proteggere il proprio territorio, il cibo, i cuccioli o altre risorse.
Può essere anche una risposta a dolore, malattie o ferite che rendono l'animale irritabile o vulnerabile, così come derivare dalla frustrazione e dalla noia dovute alla mancanza di stimoli fisici o mentali.

Alcuni comportamenti aggressivi sono legati all'istinto predatorio naturale, mentre altri nascono da esperienze traumatiche, socializzazione insufficiente o predisposizione genetica.

Comprendere le motivazioni sottostanti è fondamentale per intervenire correttamente, garantendo la sicurezza e il benessere sia dell'animale che delle persone coinvolte, attraverso osservazione, prevenzione, educazione positiva, controllo medico e, se necessario, il supporto di un comportamentista animale esperto.


Perché un cane può diventare aggressivo?  Le cause più comuni sono:

Difesa delle risorse: il cane può proteggere cibo, giochi, territorio o anche il proprietario, soprattutto se ha vissuto situazioni di competizione o scarsità.
Paura o ansia: rumori forti, persone sconosciute o altri animali possono spaventarlo e portarlo a reagire per difendersi.
Dolore: un cane che sta male (ad esempio per artrite o infezioni) può diventare irritabile e meno tollerante al contatto.
Esperienze negative: traumi, abusi o una scarsa socializzazione da cucciolo possono favorire reazioni aggressive.

Perché un gatto può diventare aggressivo?

Genetica: alcuni gatti sono naturalmente più reattivi di altri
Ambiente: stress, cambiamenti ambientali o un ambiente poco stimolante possono aumentare il disagio.
Difesa della propria sfera personale: molti gatti non amano il contatto fisico se non in alcuni momenti ben precisi e scelti da loro
Ormoni: i gatti maschi non sterilizzati tendono a essere più aggressivi, soprattutto per difendere il territorio.
Problemi di salute: dolore o malattie (come disturbi alla tiroide) possono renderli più nervosi.
Apprendimento involontario: a volte, senza volerlo, si rinforza l’aggressività (ad esempio accarezzando un gatto mentre soffia).


I segnali da non ignorare: l’aggressività non compare all’improvviso, ci sono segnali che la precedono.

Nel cane:
• sguardo fisso
• testa abbassata
• mostrare i denti
• ringhio o borbottio
• postura e andatura rigida
• coda eretta
• orecchie e coda rigide
• fissare intensamente o fare passi avanti in linea retta

Nel gatto:

• orecchie piatte sulla testa o retratte all’indietro
• posizione sdraiata laterale
• posizione in piedi con coda alta e gonfia
• coda bassa che “frusta l'aria”
• pupille dilatate
• ringhio o soffio


Riconoscere questi segnali è molto importante: permette di intervenire in tempo ed evitare che si arrivi a un morso o a un graffio.

Come gestire l’aggressività gestione e prevenzione

L’aggressività nei cani e nei gatti si può gestire, e spesso anche prevenire. Con attenzione, conoscenza e il supporto di professionisti, è possibile migliorare la convivenza e garantire il benessere dei nostri amici a quattro zampe.
Occorre:
Allenamento basato sui premi piuttosto che sulle punizioni
Socializzazione precoce e positiva con persone e altri animali
Evitare punizioni fisiche, che aumentano la paura e l’aggressività.
Controllo medico per escludere dolore o malattie.
Consultare un comportamentista animale in caso di aggressività persistente: in alcuni casi può essere utile un percorso personalizzato.
Affrontare il problema con un approccio consapevole

Capire il comportamento del proprio animale è il primo passo.

Prevenire: insegnare anche ai bambini come interagire correttamente con cani e gatti riduce i rischi.

Rivolgersi al veterinario: è fondamentale per escludere problemi di salute e ricevere indicazioni adeguate.

IN CASO DI AGGRESSIONE
Contattare immediatamente il medico o recarsi al pronto soccorso per le cure necessarie nel caso si riportino ferite. Nel caso di morsicature tra animali sottoporli a visita veterinaria per la valutazione e cura delle lesioni. Denunciare l'accaduto all'ambulatorio veterinario dell'ASL Valle d'Aosta qualora non sia già stato fatto dal medico o da veterinario curante:

https://www.ausl.vda.it/chi-siamo/dipartimento-della-prevenzione/sanita-animale/ambulatorio-veterinario 
Se il comportamento aggressivo si manifesta con frequenza e intensità elevate è indispensabile rivolgersi a ad un veterinario esperto in comportamento animale:

https://www.fnovi.it/albi-e-iscritti/ricerca-iscritti-per-ambiti-professionali?ambito=2 


Se la tendenza del vostro animale a reagire in maniera aggressiva è frequente è consigliabile stipulare un'assicurazione di Responsabilità Civile (RC) assicurandosi che la polizza copra eventuali danni causati a terzi dall'animale, comprese lesioni fisiche o danni a proprietà. Un’assicurazione valida dovrebbe coprire le spese mediche, legali e risarcitorie.

Scelta del gatto

Prima di accogliere un gatto è importante valutare alcuni aspetti:
Impegno economico: mantenere un gatto comporta spese (cibo di qualità e cure veterinarie) per molti anni.
Carattere individuale: ogni gatto ha una personalità diversa; alcuni sono molto affettuosi, altri più indipendenti.
Tempo e presenza: anche se autonomo, il gatto non dovrebbe essere lasciato solo troppo a lungo, ha bisogno di attenzione, gioco e cura.

Fattori da considerare nella scelta
Razza e temperamento: razze diverse hanno comportamenti diversi (più attive, più socievoli, più indipendenti).
Livello di attività desiderato: bisogna chiedersi se si preferisce un gatto calmo o molto attivo.
Aspetto e gestione del pelo: alcune razze con il pelo lungo richiedono una toelettatura più accurata.
Ambiente domestico: spazio disponibile, presenza di bambini o altri animali e possibilità di accesso all’esterno.

Quando si adotta un gatto da un gattile, spesso non è chiaro quali siano le sue tendenze innate, soprattutto se si tratta di un gatto meticcio. In questi casi, è fondamentale procedere con pazienza: affidarsi all’esperienza dei volontari, osservare il gatto in diversi contesti e dedicare tempo a incontri e momenti di gioco che permettano di conoscerlo meglio. Solo così si può capire il suo carattere e stabilire se siamo la famiglia giusta per lui.

Scelta del cane

La scelta del cane non dovrebbe basarsi solo sull’aspetto, ma soprattutto sulla compatibilità tra i bisogni del cane e lo stile di vita del proprietario.

Prima di accogliere un cane è importante valutare alcuni aspetti, uguali a quelli del gatto:
Impegno economico: mantenere un cane comporta spese (cibo di qualità e cure veterinarie) per molti anni.
Carattere individuale: ogni cane ha una personalità diversa;
Tempo e presenza: il cane è un animale sociale, che soffre quando sta da solo e anche le razze più indipendenti e solitarie, hanno bisogno di un padrone presente, che si prenda cura di loro. I cani adulti possono restare soli in casa per un periodo di tempo più lungo rispetto ai cuccioli, anche se non è consigliabile che rimangano da soli a lungo. Il tempo da dedicare al cane dipende dalle sue esigenze, in ogni caso tutti i cani hanno bisogno di attenzioni e di passeggiate quotidiane.

Fattori principali da considerare
Razza e attitudini: la grande varietà di razze canine corrisponde a una pluralità di caratteristiche e tendenze, utili a svolgere i compiti per cui sono state selezionate.

Per ciascuna razza è quindi possibile individuare tratti ricorrenti, sia fisici che comportamentali. Pur rispettando l’unicità di ogni singolo cane, che può mostrare caratteristiche individuali molto diverse, è possibile riconoscere alcune tendenze tipiche che ci aiutano a prevedere e comprendere i comportamenti del cane.

Nella scelta di un cane è importante considerare la razza, perché può fare la differenza tra una convivenza felice e una problematica.

Chi ha uno stile di vita più sedentario dovrebbe evitare razze molto attive, come il Border Collie, e preferire cani che necessitano di meno esercizio. Al contrario, chi ha una vita sociale intensa o una famiglia numerosa dovrebbe scegliere razze socievoli, come il Golden Retriever, evitando quelle con forte istinto di controllo e difesa del territorio, come il Mastino Napoletano.
Stile di vita del proprietario: tempo disponibile, attività fisica e tipo di ambiente (città o campagna).
Taglia del cane: la grandezza della casa conta meno della possibilità di soddisfare i suoi bisogni di movimento, relazione e attività.

Il cane ha realmente bisogno di :
• una relazione con il proprietario
• attività fisica e mentale
• stabilità e coerenza del proprietario
• rispetto della sua natura di cane.

Quando si adotta un cane da un canile, spesso di razza mista, è importante conoscere il soggetto, pertanto è bene affidarsi all’esperienza dei volontari, all’aiuto di un educatore e aver tempo di effettuare incontri ripetuti per permetterci di capire le sue tendenze e per capire se siamo la famiglia giusta per lui.

Prima che un cane o un gatto entrino nella propria famiglia bisogna riflettere bene sulle proprie possibilità e scegliere un animale compatibile con il proprio stile di vita, rispettando i bisogni etologici, fisici e sociali degli animali.

Adottare un cane dal cane è un gesto d'amore che richiede responsabilità, preparazione e molta pazienza. Per favorire un inserimento sereno, è fondamentale predisporre un ambiente accogliente e rispettare i suoi tempi naturali di adattamento.
Se si adotta un cane da un canile è consigliabile sempre scegliere strutture in cui vi sia un a figura professionale dedicata agli aspetti comportamentali che vi darà quindi già un quadro del carattere del cane, delle sue capacità e delle sue fragilità. Ogni cane ha la sua storia!
Anche se sicuramente il cane che avete scelto vivrà con voi una vita ricca e soddisfacente bisogna tenere conto che all’inizio per lui sarà un profondo cambiamento di vita a cui doversi adattare.

Preparazione al suo arrivo
Prima che il cane varchi la soglia di casa, assicuratevi di avere tutto il necessario e che l'ambiente sia protetto:
Accessori di base: acquista in anticipo ciotole, una cuccia confortevole, coperte, pettorina, guinzaglio adatti alla sua taglia, sacchetti per raccogliere le deiezioni e alcuni giochi e masticativi. Se scegli di comprare un collare al posto della pettorina ricordati che quelli a scorrimento o “a strozzo” sono vietati!

Angolo del riposo: scegli uno spazio riservato solo a lui, possibilmente un luogo silenzioso, non di passaggio e lontano dalla porta di ingresso, dove il cane possa rifugiarsi e riposare senza essere disturbato.

Messa in sicurezza: verifica l'assenza di pericoli in casa e assicurati che balconi o aree esterne siano ben recintati. Se hai adottato un cucciolo ricordati che masticherà molti oggetti: lascia alla sua portata quelli destinati a lui e metti in salvo le cose preziose!. Attenzione ai fili elettrici e alle piante velenose quali stella di natale, vischio, etc.

Continuità alimentare: nei primi giorni, utilizza lo stesso cibo somministrato in canile o dal precedente proprietario per prevenire disturbi intestinali e per garantirgli un po’ di continuità con l’ambiente precedente. In seguito potrai farti consigliare la dieta più opportuna dal tuo veterinario di fiducia.

Non lavarlo almeno per la prima settimana! Per il cane percepire un odore sconosciuto sul suo corpo è una fonte di stress, quindi togliergli il suo odore mentre deve già fare fronte al cambiamento di casa lo pone in una situazione di ulteriore difficoltà.

L'inserimento in famiglia
L'obiettivo principale di questa fase è trasmettere sicurezza attraverso la calma e la routine e porre le basi per una relazione di reciproca fiducia.

Esplorazione libera: consenti al cane di perlustrare i nuovi ambienti gradualmente, senza forzare le interazioni o i contatti fisici. Ricorda che il cane vive in un mondo di odori: per lui annusare è fondamentale per capire cosa lo circonda. Attraverso l’olfatto riesce a percepire il mondo nella sua interezza, molto di più che attraverso la vista o gli altri sensi.

Gestione dei bisogni: appena arrivati, accompagnalo nell'area esterna scelta per le deiezioni e attendi con pazienza. Premialo quando sporca nel posto giusto.

Abitudini e routine: stabilisci da subito orari regolari per i pasti e le passeggiate; la prevedibilità lo aiuterà a sentirsi al sicuro e a regolarsi per i bisogni.

Socializzazione graduale: iniziare con brevi passeggiate in luoghi poco affollati per abituarlo gradualmente ai rumori e al contesto urbano, se vivi in città, e per fargli conoscere il territorio intorno a casa

Privacy e socialità: evita di invitare troppi amici o parenti durante le prime settimane per non sovraccaricare il cane di stimoli e insegna alle altre persone a non accarezzarlo e a non invadere i suoi spazi soprattutto quando si riposa.

Consigli Comportamentali
Costruire un legame basato sulla fiducia richiede coerenza e un approccio positivo

Rinforzare i comportamenti adeguati: premia i comportamenti corretti e ignorate o correggete con dolcezza quelli errati.

Evitare punizioni, strattoni o toni bruschi.

Passeggiate in natura: passeggiate nei boschi, in riva a fiumi o laghi, dove il cane possa rilassarsi e godere insieme a te della quiete e del silenzio abbassa lo stress e accelera il processo di legame

Supporto Professionale: se necessario, consultare un educatore cinofilo o un veterinario esperto in comportamento animale. Un esperto ti aiuterà a decifrare il linguaggio del cane e a impostare una relazione solida.

Salute
• Anche se sono già stati eseguiti accertamenti sanitari e vaccinazioni, programma comunque una visita di controllo con il tuo veterinario di fiducia per monitorare lo stato di salute generale e impostare un piano alimentare e profilattico specifico per il tuo animale.

Gestire la solitudine
Se adotti un cane adulto, magari che ha vissuto in un canile generalmente non avrà particolari problemi a gestire momenti di solitudine. Potrebbe manifestare disagio nel rimanere solo se sente la tua preoccupazione nel lasciarlo solo o se nel passato ha subito abbandoni particolarmente traumatici. Se il cane ha trascorso molto tempo in canile e mostra un carattere timoroso e schivo, potrebbe sentire proprio il bisogno di restare solo per brevi momenti fin da subito, così da esplorare la casa o il giardino in totale autonomia e tranquillità.

Per un cucciolo invece la solitudine può essere vissuta in modo più stressante, per questo leggi i consigli riportati nel capitolo “Il cucciolo di cane” che trovi in questo sito.

In presenza di segnali di ansia da separazione (abbai, ululati, distruzioni … ) è fondamentale rivolgersi un professionista che saprà guidarvi in un percorso mirato a far ritrovare la serenità del cane.

Per un animale, il trasferimento in un nuovo ambiente è un evento profondamente stressante. È quindi essenziale procedere con estrema gradualità, rispettando i suoi tempi di adattamento.

All'inizio, è consigliabile predisporre una singola stanza tranquilla che funzioni da "base sicura". Questo spazio deve includere cibo, acqua, lettiera, cucce, nascondigli, un tira graffi e, se possibile, una copertina proveniente dal luogo di provenienza: l'odore familiare lo aiuterà a sentirsi protetto.

Il gatto deve essere lasciato libero di uscire dal trasportino quando si sente pronto, senza alcuna forzatura. È normale che resti nascosto o inattivo per ore o persino giorni, limitandosi magari a esplorare, mangiare e usare la lettiera solo di notte, quando la casa è silenziosa.

L'accesso al resto dell'abitazione dovrebbe avvenire un po' alla volta, aprendo una stanza dopo l'altra solo dopo le prime 24–48 ore (o più a lungo se il micio appare ancora molto timido). In ogni caso, deve avere sempre la possibilità di rifugiarsi nella sua "stanza base".

Ricordate che l'adattamento completo può richiedere settimane o mesi. Una volta che inizierà a prendere confidenza con voi e con l'ambiente, potrete offrire piccoli premi in cibo o brevi sessioni di gioco per aiutarlo ad associare la nuova realtà a esperienze positive.

L'uso di diffusori di feromoni sintetici può ridurre lo stress ambientale; al contrario, è sconsigliato l'impiego di deodoranti per ambienti, specialmente vicino alle zone dedicate al pasto o ai bisogni.
Nel caso di inserimento con altri animali, la separazione iniziale è d'obbligo. Prima del contatto visivo, è utile favorire lo scambio degli odori scambiando copertine o oggetti degli animali. Gli incontri diretti devono avvenire solo dopo alcuni giorni, sempre sotto la vostra supervisione e senza mai forzare l'interazione.

Se gli animali hanno già manifestato problematiche comportamentali è più prudente richiedere l’aiuto di un professionista che potrà dare indicazioni puntuali e adatte alla vostra situazione.

COSA EVITARE
Non forzare il gatto a uscire dai nascondigli o a ricevere coccole.
Non sgridarlo se si nasconde o si mostra schivo.
Non affrettare l'incontro con altri animali domestici.
Non modificare continuamente la disposizione degli spazi e la routine.
Non usare deodoranti per l’ambiente

6 Salute pubblica: le zoonosi

Le zoonosi sono malattie infettive che possono essere trasmesse da animali all’uomo. possono essere trasmesse in maniera diretta (tramite il contatto tra uomo e animale) o indiretta, attraverso il contatto con: acqua, suolo, cibo contaminati oppure da organismi vettori (zanzare, zecche…)

È molto importante avere accorgimenti ed attenzioni per proteggersi e proteggere i propri familiari dalle zoonosi, in particolare:

- lavarsi le mani subito dopo essere stati in contatto con gli animali o essere lavate anche dopo aver cambiato la lettiera o aver pulito ciotole, gabbie e spazi degli animali domestici. È una delle misure più importanti da adottare per evitare di infettarsi e di diffondere germi ad altri. Sapone e acqua corrente pulita sono sufficienti, in alternativa può essere usato disinfettante per mani.
- prevenire le punture di zanzare, zecche e pulci con l’uso di repellenti e abbigliamento adeguato, soprattutto in caso di escursioni, camminate in aree in cui zecche e zanzare possono essere presenti.
- preparare e cucinare gli alimenti in modo sicuro, anche per gli animali domestici si deve preparare il cibo seguendo tutte le precauzioni e lavandosi spesso le mani
- pulire e disinfettare accuratamente in caso di morsi e i graffi.
- sverminazione e controlli regolari dal proprio veterinario

- Il Medico di medicina generale (MMG) / pediatra è il primo riferimento per valutare i sintomi nell’uomo (febbre, lesioni cutanee, diarrea, infezioni, ecc.).
- Il veterinario che ha in cura l’animale può verificare se l’animale presenta segni di malattie trasmissibili.
- Servizio veterinario dell’AUSL se il sospetto riguarda una zoonosi rilevante o potenzialmente contagiosa.
- Al pronto soccorso subito se dopo il contatto con l’animale compaiono sintomi importanti come: febbre alta, difficoltà respiratorie, ferite da morso con infezione, sintomi neurologici…

In caso di dubbi è sempre importante riferire al medico i contatti avuti con gli animali o parassiti, es. zecche.

RABBIA
La malattia è causata da un virus che provoca danni gravi ed irreparabili al sistema nervoso. E’ una malattia sempre mortale, che colpisce l’uomo e tutti gli animali a sangue caldo, provocando modificazioni di indole e di comportamento. Il virus penetra nell’organismo attraverso la morsicatura, la leccatura di pelle non integra o il contatto della saliva dell’animale infetto con le mucose.
E’ fondamentale la prevenzione, tramite vaccinazione dei nostri animali, soprattutto nelle zone in cui è presente la malattia ed in quelle limitrofe.
In Valle d'Aosta la rabbia non è attualmente presente e non si hanno notizie storiche dell’ultimo caso verificatosi.

MALATTIA DA GRAFFIO DEL GATTO O LINFORETICOLOSI BENIGNA
L’agente eziologico della malattia è Bartonella henselae, un batterio trasmesso all’uomo attraverso il graffio o il morso di un gatto portatore sano.
La malattia, non sempre diagnosticata nell’uomo, si manifesta con gonfiore linfonodale regionale; l’infezione può essere purulenta, con dolore e moderata febbre.
Guarisce generalmente in poche settimane. Colpisce di preferenza i bambini ed i giovani adulti

TOXOPLASMOSI
La toxoplasmosi è una malattia provocata dall'infezione di un parassita, Toxoplasma gondii, che può trasmettersi all'uomo per via indiretta, attraverso il rilascio di feci di gatto che possono contaminare la lettiera oppure i vegetali.
Particolare attenzione deve essere posta dalla donne in gravidanza, che devono mettere in atto le corrette misure igieniche nella gestione quotidiana dei loro gatti e manipolazione dei cibi crudi potenzialmente contaminati; non occorre allontanare l’animale dalle case.


DERMATOFITOSI (Tigna) e SCABBIA (Rogna)

Le dermatofitosi sono micosi cutanee, causate da microscopici funghi (specie diverse di Microsporum e Trichophyton) che colpiscono gli animali domestici (causando aree tonde alopeciche) e l’uomo (a livello di capelli, pelle e unghie, particolarmente nei bambini).
Fra gli animali domestici i gatti sono spesso portatori sani. Anche i topi sono responsabili della diffusione della malattia.
La scabbia o rogna è invece causata da parassiti invisibili ad occhio nudo (Sarcoptes scabiei), che scavano microscopiche gallerie nella pelle di uomo ed animali domestici.
Le due malattie si trasmettono per contatto diretto o indiretto con l’animale infetto.

Vuoi approfondire??

https://www.youtube.com/watch?v=LGVWrV8fuCU 
https://www.epicentro.iss.it/zoonosi/ 

7. Malgoverno e maltrattamento

La tutela degli animali da compagnia, prevista dalla normativa nazionale e regionale, si fonda sul principio secondo cui gli animali devono essere detenuti e gestiti nel rispetto delle loro esigenze etologiche e del loro benessere.

Condizioni di malgoverno o cattiva gestione dell’animale, caratterizzate da carenze nella custodia, nelle condizioni di detenzione, di cura quotidiana o di salute, possono compromettere il benessere dell’animale e, in alcuni casi, rappresentare anche un rischio per la salute e la sicurezza pubblica.

Le condizioni di cui sopra, a seconda della gravità e dell’eventuale condotta volontaria di chi le mette in atto, possono configurarsi come violazioni amministrative, oppure assumere rilevanza penale come reato di maltrattamento quando determinino sofferenza o condizioni incompatibili con la natura dell’animale.

Quando si osservano e si valutano situazioni che coinvolgono gli animali da compagnia, entrano in gioco i nostri personali livelli di conoscenza, esperienza e sensibilità nei loro confronti.

Questo può determinare una diversa percezione della gravità di uno stesso episodio o condizione che osserviamo. Per questo motivo si è qui scelto di utilizzare l’espressione “presunto maltrattamento” e “presunto malgoverno”: l’accertamento di una reale situazione di maltrattamento o di malgoverno spetta infatti alle Autorità Competenti. Sono questi infatti gli organi istituzionalmente riconosciuti e dotati dell’autorità e delle competenze specifiche necessarie a verificare i fatti segnalati e ad adottare i provvedimenti previsti dalla normativa vigente.

Le Autorità Competenti preposte ad intervenire, in relazione alle rispettive competenze e spesso in sinergia, nei casi suddetti sono:
Polizia Locale
riceve segnalazioni relative ad animali vaganti in ambito urbano, situazioni di cattiva detenzione o potenziali rischi per la sicurezza pubblica e può effettuare accertamenti sul territorio.
Cosa fare in caso di animali vaganti in ambito urbano: consulta Celva VDA https://www.instagram.com/p/DOI_9bwiimQ/? img_index=1   
S.C. Igiene Allevamenti e S.C. Sanità Animale - AUSL Valle d’Aosta
Ente tecnico-scientifico che, nello specifico, rivestendo anche ruolo di Polizia Giudiziaria è l’unica figura, tra quelle elencate, ad avere titolo per certificare le condizioni psico-fisiche di un animale nell’ambito degli accertamenti di maltrattamento o malgoverno.

In qualità di Polizia Giudiziaria il personale afferente al Servizio provvede direttamente, se del caso, all’applicazione di prescrizioni e sanzioni amministrative nonché ad attivare le procedure previste dal codice di procedura penale.
Forze dell’Ordine: Carabinieri, Corpo Forestale Regionale della Valle d’Aosta, Polizia stradale che intervengono immediatamente in situazioni di particolare gravità seguito chiamata del 112.
Il Corpo Forestale Regionale della Valle d’Aosta riceve le segnalazioni relative ad animali vaganti in ambito extra urbano al numero telefonico 1515.

La tutela del benessere degli animali d’affezione prevede il DIVIETO normativo di una serie di pratiche e comportamenti che possono arrecare dolore, sofferenza o compromettere il benessere degli animali.

Tali condotte, a seconda dei casi, possono configurare violazioni amministrative o, nei casi più gravi, reati perseguibili penalmente.

Tra le principali pratiche vietate rientrano, a titolo esemplificativo:
• l’organizzazione o la partecipazione a combattimenti tra animali o ad altre manifestazioni che comportino maltrattamento o sfruttamento dell’animale;
• l’esecuzione di interventi chirurgici non giustificati da necessità terapeutiche, come il taglio della coda, il taglio delle orecchie o la recisione delle corde vocali, salvo i casi espressamente previsti dalla normativa e motivati da comprovate esigenze sanitarie;
• l’utilizzo di metodi di addestramento o strumenti che provochino dolore o sofferenza, se impiegati in modo improprio o lesivo del benessere dell’animale;
• l’impiego di sostanze o pratiche finalizzate ad alterare artificialmente le prestazioni o il comportamento dell’animale;
• qualsiasi comportamento che determini sofferenze evitabili, condizioni incompatibili con la natura dell’animale o gravi carenze nella gestione e nella detenzione.

L’accertamento delle violazioni e l’adozione dei provvedimenti previsti dalla normativa sono di competenza delle Autorità competenti, che operano secondo le procedure stabilite dalla legge.

L’utilizzo e la diffusione nell’ambiente di esche o bocconi avvelenati rappresentano un fenomeno di particolare gravità, in quanto costituiscono un rischio non solo per gli animali domestici e selvatici, ma anche per la salute pubblica, per l’incolumità delle persone e per l’ambiente.
In Italia tale comportamento è espressamente vietato dall’Ordinanza del Ministero della Salute 8 agosto 2025 e s.m.i., che stabilisce il divieto di preparare, detenere, utilizzare o abbandonare esche e bocconi contenenti sostanze tossiche, nocive o materiali pericolosi (metalli, vetro, plastica o altri materiali intenzionalmente occultati all’interno di sostante appetibili per gli animali) che se ingerite provocano lesioni anche molto gravi o mortali.
Queste condotte costituiscono reato e comportano responsabilità penale per coloro che le pongono in essere.
Le conseguenze di tali pratiche sono ancor più gravi considerando che espongono al rischio di avvelenamento anche soggetti non bersaglio, quali ad esempio bambini e animali selvatici.

Per contrastare questo fenomeno il Ministero della Salute, tramite l’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, ha istituito il Portale Nazionale degli Avvelenamenti Dolosi degli Animali, uno strumento di monitoraggio e aggiornamento continuo della situazione sul territorio Nazionale.
Per facilitare l’utilizzo delle principali informazioni del Portale è stata sviluppata l’App “Bocconi Avvelenati” con la quale i cittadini possono segnalare il ritrovamento di esche avvelenate e consultare direttamente le mappe relative a segnalazioni da confermare ed a quelle accertate.
Se si sia in presenza di un avvelenamento o di un’esca avvelenata può essere confermato solo dagli esami di laboratorio: prima di tale conferma si parla sempre e solo di sospetto avvelenamento o sospetta esca avvelenata la cui valutazione non spetta al cittadino ma alle strutture sanitarie competenti.



Per approfondimenti sul tema consigliamo:
- Canale Youtube IZSve che offre contenuti multimediali con stile scientifico divulgativo https://www.youtube.com/@izsvenezie/search?query=avvelenamenti 

- Portale Nazionale degli avvelenamenti dolosi degli animali https://avvelenamenti.izslt.it/ 
- Portale del Ministero della Salute che offre contenuti specifici nella sezione animali d’affezione https://www.salute.gov.it/new/it/tema/animali-daffezione/divieto-di-utilizzo-e-detenzione-di-esche-o-bocconi-avvelenati/ 

Cosa fare se…

• il tuo animale ingerisce un boccone sospetto: contatta subito il tuo veterinario.
NON affidarti a “consigli” o al tuo “buonsenso”! L’unico che possa garantire l’adozione di idonee procedure ad evitare al tuo animale lesioni gravi o la morte in caso di avvelenamento.

• trovi un boccone sospetto: è importante non toccare il materiale a mani nude nel raccoglierlo e/o nell’impedire che altri animali lo ingeriscano. Segnalare immediatamente il ritrovamento, indicando con precisione le circostanze del ritrovamento al Corpo Forestale Regione Valle d’Aosta

La tutela degli animali da compagnia è disciplinata da diverse norme comunitarie, nazionali e regionali, tra cui citiamo le principali:
• Legge 20 luglio 2004 n. 189 – Disposizioni contro il maltrattamento degli animali
• Codice Penale – artt. 544-bis, 544-ter, 544-quater e 727
• Legge regionale Valle d’Aosta n. 37/2010 -Tutela degli animali d’affezione
• DGR Valle d’Aosta n. 1731/2012 – Linee guida regionali per la tutela degli animali d’affezione
• Ordinanza Ministeriale sulla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani
• ORDINANZA 8 agosto 2025 Disposizioni sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati. (25A05031) (GU n.212 del 12-9-2025)

8 Colonie feline

Con il termine “colonia felina” si identifica un gruppo di gatti domestici, cioè appartenenti alla specie Felis silvestris catus, non di proprietà, aggregato spontaneamente, che vive in libertà e frequenta abitualmente un determinato territorio.
I gatti della colonia felina appartengono al Comune ove sono situati.

I gatti di colonia sono prevalentemente animali stanziali e territoriali, legati ad un luogo al quale fanno sempre ritorno. Il territorio della colonia è quell’area in cui si trovano tutte le risorse necessarie per la sopravvivenza e che gli stessi gatti proteggono da predatori o da altri gatti estranei alla colonia.

Il territorio di una colonia felina può trovarsi indifferentemente in ambito urbano o rurale, su suolo
pubblico o privato, e i gatti che vi abitano per legge devono essere tutelati e non possono essere spostati, salvo eccezioni ben definite.

Quadro normativo generale

Il riconoscimento delle colonie feline in Italia risale alla Legge nazionale n. 281 del 14 agosto 1991, “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”.
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1991-08-14;281 


In coerenza con la normativa nazionale, in Valle d’Aosta la gestione delle colonie feline è regolata dalla Legge regionale n. 37 del 22 novembre 2010 (“Nuove disposizioni per la tutela e per il corretto trattamento degli animali di affezione”) e dalle linee guida approvate con Delibera di Giunta regionale n. 1731 del 24 agosto 2012.

La LR 37/2010 persegue la tutela degli animali di affezione e la prevenzione del randagismo, promuovendo una corretta convivenza tra uomo e animali nel rispetto dei criteri etologici e sanitari.
https://www.consiglio.vda.it/app/leggieregolamenti/dettaglio?tipo=L&numero_legge=37%2F10&versione=V%20)


Con la DGR 1731/2012, la Regione ha approvato specifiche linee guida per la gestione delle colonie feline, finalizzate alla tutela della salute pubblica e al benessere animale, definendo criteri operativi uniformi.
https://www.regione.vda.it/sanita/prevenzione/veterinaria/animali_affezione/canile/normativa_i.asp


Principi e obiettivi della gestione delle colonie

- controllo delle nascite tramite sterilizzazione;
- censimento e identificazione dei gatti, mediante l’inserimento di microchip;
- monitoraggio sanitario delle colonie.

La Regione promuove campagne di sterilizzazione, sostenute da fondi dedicati, per contenere l’incremento incontrollato della popolazione felina e per migliorare le condizioni di salute degli animali.

La sterilizzazione

La sterilizzazione rappresenta lo strumento principale di gestione delle colonie feline, essenziale per evitare l’aumento incontrollato del numero di soggetti e migliorarne la qualità di vita. Già la Legge n. 281/1991 individuava il controllo delle nascite come mezzo fondamentale per prevenire il randagismo.

La normativa prevede la cattura dei gatti di colonia, la loro sterilizzazione e la successiva reimmissione nel territorio di origine. L’art. 27, comma 3 della LR 37/2010 attribuisce ai Comuni la competenza in materia, prevedendo la collaborazione con servizi veterinari, associazioni di volontari.

Censimento delle colonie

Le colonie feline devono essere censite e riconosciute dai Comuni, anche su segnalazione di cittadini e referenti di colonia .

Tutela e rispetto

La disciplina regionale riconosce il valore positivo della presenza dei gatti sul territorio, tutelandone dignità e salute, e sanziona qualsiasi intervento dannoso o ostativo alla corretta gestione delle colonie feline, in conformità alla normativa nazionale e regionale.
La Regione riconosce formalmente il ruolo dei volontari e dei referenti di colonia. In collaborazione con il Servizio Veterinario Pubblico, il CELVA e le associazioni zoofile, possono essere organizzati corsi di formazione per referenti e futuri referenti di colonia.
La Regione coordina e finanzia progetti specifici, come “Se mi ami proteggimi”, in collaborazione con CELVA, AUSL VdA e altri soggetti istituzionali e associativi.

www.celva.it/it/colonie-feline 

https://www.celva.it/it/notizie-in-primo-piano/gestione-dei-gatti-del-territorio-e-delle-colonie-feline/ 

https://www.regione.vda.it/sanita/prevenzione/veterinaria/animali_affezione/randagismo/normativa_i.aspx 

Il referente di una colonia felina è un cittadino che sceglie, in modo consapevole e responsabile, di prendersi cura di uno o più gruppi di gatti liberi presenti in un determinato territorio. A seguito della registrazione presso il Comune di riferimento, si impegna a garantire il benessere degli animali, occupandosi quotidianamente della somministrazione di cibo e acqua e verificare l’eventuale necessità di cure: Si sottolinea comunque che i gatti NON sono di proprietà del referente di colonia, ma del comune che deve anche farsi carico delle eventuali spese veterinarie.

È sua responsabilità individuare, per quanto possibile, luoghi sicuri e tranquilli per l’alimentazione, predisponendo se del caso eventuali ripari adeguati che consentano ai gatti di proteggersi dalle intemperie e di riposare. Il referente vigila inoltre sullo stato di salute degli animali, intervenendo o segnalando eventuali criticità al Comune.

Un aspetto fondamentale del suo ruolo riguarda il mantenimento della pulizia: deve infatti curare l’igiene delle attrezzature (ciotole, ripari) e dell’area della colonia, rimuovendo contenitori inutilizzati e residui di cibo.

È estremamente importante non lasciare cibo a disposizione dei gatti in modo continuo e in dosi superiori a quelle necessarie per non attirare nuovi individui, insetti, parassiti, topi e animali selvatici.

Un ambiente pulito contribuisce in modo significativo alla qualità della vita dei gatti e riduce il rischio di segnalazioni o conflitti con la cittadinanza. Qualora l’area risulti sporca o degradata per cause esterne, è importante informare tempestivamente il Comune, affinché possa intervenire per le necessarie verifiche e operazioni di pulizia.

Il referente ha inoltre il compito di mantenere un dialogo costante con le istituzioni, comunicando ogni variazione rilevante relativa alla colonia (numero di animali, condizioni sanitarie, spostamenti, nuove presenze, ecc.). Questa collaborazione è essenziale per una gestione efficace e coordinata.

Chi desidera occuparsi di una colonia deve registrarsi presso il Comune competente, dichiarando sotto la propria responsabilità che i gatti non sono di sua proprietà e fornendo al comune per quanto possibile, informazioni su numero, sesso, età e stato di salute degli animali. È inoltre tenuto a richiedere e agevolare gli interventi di sterilizzazione, fondamentali per il controllo della popolazione felina.

I referenti hanno il diritto di accedere agli spazi pubblici per nutrire e accudire i gatti e devono essere supportati nello svolgimento della loro attività. È vietato ostacolare la gestione della colonia o danneggiare le attrezzature utilizzate.

Infine, è importante sapere che il referente può interrompere la propria attività in qualsiasi momento: la registrazione non comporta un obbligo permanente. Tuttavia, è necessario comunicare la decisione con un congruo anticipo al Comune, affinché possa attivarsi per individuare un sostituto e garantire la continuità della cura degli animali.

È disponibile un manuale dedicato ai referenti di colonia consultabile all’indirizzo: https://www.celva.it/it/colonie-feline/ 

9 Canile e Gattile Regionale della Valle d’Aosta (CGR)

CANILE E GATTILE REGIONALE DELLA VALLE D’AOSTA

Ad oggi l’unico canile pubblico presente in Valle d’Aosta è quello regionale. La gestione del canile gattile regionale (CGR) è attualmente affidata al Consorzio di cooperative sociali per l’inclusione lavorativa COOB, la quale per l’esecuzione del servizio si avvale della Cooperativa sociale MELOGRANO. La struttura ha l’obiettivo di garantire la cura, il benessere e la gestione dei cai e dei gatti, nonché di promuovere la sensibilizzazione dei cittadini sul rispetto e la tutela degli animali da affezione.

Compiti principali
- Gestione interna dei cani e dei gatti ospitati in struttura: gestione sanitaria, di prevenzione e cura
- Recupero comportamentale degli animali problematici
- Promozione della loro adozione
- Cattura e custodia dei cani vaganti, inclusi quelli a elevato rischio di aggressività.
- Gestione e smaltimento delle spoglie di animali da compagnia.
- Reperibilità, recupero e trasporto di cani e gatti incidentati H24, 7/7
- Assistenza e presa in carico di cani e gatti provenienti da situazioni di fragilità e disagio.
- Collaborazione con i Comuni, il servizio veterinario pubblico dell’Azienda USL della Valle d’Aosta e con gli Organi Giudiziari.
- Comunicazione e campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono e a favore dell’adozione consapevole.

Azioni per l’esecuzione del servizio
- Coordinamento dei volontari presenti nella struttura.
- Redazione e applicazione di procedure standardizzate e manuale di buone prassi.
- Redazione di resoconti periodici delle attività svolte.
- Formazione e aggiornamento del personale
- Inclusione sociale e inserimenti lavorativi
- Applicazione di sistema di qualità e miglioramento continuo
- Gestione della sicurezza e piani di emergenza

CONTATTI
Indirizzo: loc. Croix-Noire – Saint-Christophe (AO)
Telefono segreteria: 366 56 748 43 (orari di apertura al pubblico)
E-mail: cgr.aosta@coopmelograno.org 
PEC: cgr.aosta@pec.coopmelograno.org 
Sito web: www.canilegattileregionale-vda.it 

• Il canile accoglie cani vaganti catturati sul territorio non riconducibili ad un proprietario o quando il proprietario non è rintracciabile.

• Soccorre cani o gatti incidentati e si occupa di rintracciare il proprietario

• Accoglie animali sequestrati dalle Forze dell’Ordine o dai Veterinari del Dipartimento di Prevenzione

• Accoglie cani o gatti provenienti da situazione di fragilità su richiesta dei Servizi sociali

• Prende in custodia temporanea animali di proprietà in situazione di urgenza


NB
Si precisa che Non possono essere presi in carico animali di proprietà su richiesta diretta del privato cittadino e che i gatti vaganti/di colonia ammalati devono essere curati dal Comune e non ci si deve rivolgere al CGR


SEGNALAZIONI

I cittadini che rinvengono cani vaganti o cani e gatti incidentati devono in prima istanza rivolgersi alla Polizia Locale del comune di ritrovamento oppure chiamare il 112 che attiverà il servizio di recupero del Canile e se del caso le Forze dell’Ordine e/o i Veterinari dell’AUSL VdA.

10. Avviare un’ attività con Animali da Compagnia

Le attività che prevedono il coinvolgimento di animali da compagnia, svolte a qualsiasi titolo in modo organizzato continuativo, sia con finalità economiche sia senza scopo di lucro, sono soggette ad autorizzazione preventiva oppure a comunicazione al Comune competente, previo parere igienico-sanitario del Servizio Veterinario dell’Azienda USL.

Rientrano in questa categoria tutte le attività organizzate che prevedono la detenzione di animali da compagnia, la fornitura di servizi rivolti agli animali o il loro impiego in attività strutturate.

La procedura autorizzativa o di comunicazione ha lo scopo di verificare che le strutture, le modalità di gestione e le condizioni di detenzione degli animali rispettino i requisiti igienico-sanitari e di benessere animale previsti dalla normativa vigente.

In questo caso lo Sportello può esserti utile per:
sapere se la propria attività richiede autorizzazione/comunicazione
• comprendere la procedura da seguire
• essere indirizzato agli uffici competenti del Comune e del Servizio Veterinario
• verificare che una struttura/servizio sia effettivamente autorizzata (vedi sezione dedicata Elenco Attività Economiche con Animali da Compagnia)

• Allevamenti di cani e gatti a fini commerciali
• Negozi di vendita di animali da compagnia
• Pensioni, asili diurni per animali da compagnia
• Centri di addestramento
• Attività di toelettatura
• Manifestazioni sportive o espositive
• Pet-therapy, attività educative
• stallo cani

Le istanze possono essere presentate agli Enti Locali valdostani tramite servizi online o con la compilazione del modello in pdf, da trasmettere all'Ente competente (le istanze NON devono essere inviate al CELVA).
Il Comune richiede il parere igienico-sanitario al Servizio Veterinario dell’Azienda USL.
Il Servizio Veterinario verifica la documentazione ed effettua eventuale sopralluogo finalizzati alla valutazione dei requisiti strutturali, igienici, di benessere animale e dei titoli abilitativi del personale coinvolto (quando necessari).
Se vengono rilevate non conformità, il veterinario richiede gli adeguamenti necessari prima del rilascio del parere.
In caso di conformità viene espresso parere favorevole, che consente al Comune di rilasciare l’autorizzazione.
LINK: https://www.celva.it/it/fines-commercio-e-attivita-produttive/animali/ 

Le attività di Manifestazioni sportive o espositive devono essere autorizzate dal Comune presso il quale si tiene la manifestazione; il Comune a sua volta richiede ai servizi veterinari parere apposito.

Per quanto riguarda le attività di Pet-therapy si rimanda al capitolo dedicato

STRUTTURE VETERINARIE PRIVATE presenti in Valle d’Aosta

 

Codice struttura

Struttura veterinaria

Tipologia

Indirizzo

SV-020AO005584

CLINICA VETERINARIA LANCIERI DI AOSTA

CLINICA VETERINARIA

CORSO LANCIERI 14 - 11100 - AOSTA (AO)

SV-020AO005590

AMBULATORIO AOSTA DOTT.SSA ENRICA VEYSENDAZ E DOTT.SSA ALICE CENTELLI MEDICI VETERINARI

AMBULATORIO VETERINARIO

VIA PARIGI 164 - 11100 - AOSTA (AO)

SV-020AO005591

STUDIO VETERINARIO SAINT PIERRE PAROVEL ESTER

STUDIO VETERINARIO

VIA PICCOLO SAN BERNARDO 21 - 11010 - SAINT-PIERRE (AO)

SV-020AO005592

AMBULATORIO VETERINARIO CITTA' DI AOSTA

AMBULATORIO VETERINARIO

VIA MAZZINI 20 - 11100 - AOSTA (AO)

SV-020AO005597

DE LUCA DIEGO

AMBULATORIO VETERINARIO

VIA BREAN 25 - 11100 - AOSTA (AO)

SV-020AO005599

CASA DI CURA VETERINARIA MONT EMILIUS

CLINICA VETERINARIA

LOCALITA PLAN FELINAZ 9/1 - 11020 - CHARVENSOD (AO)

SV-020AO005602

CLINICA VETERINARIA CHATILLON

CLINICA VETERINARIA

LOCALITA' PANORAMA 31 - 11024 - CHATILLON (AO)

SV-020AO005608

KNOT S.R.L.

AMBULATORIO VETERINARIO

RUE DU MONT BLANC 65/A - 11017 - MORGEX (AO)

SV-020AO005610

CLINICA VETERINARIA-CENTRO VETERINARIO NUS

CLINICA VETERINARIA

VIA CIRCONVALLAZIONE SUD, 39 - 11020 - NUS (AO)

SV-020AO005612

CASA DI CURA VETERINARIA LYS

CLINICA VETERINARIA

VIA NAZIONALE PER CAREMA 17 - 11026 - PONT-SAINT-MARTIN (AO)

SV-020AO005667

CLINICA VETERINARIA VERRES

CLINICA VETERINARIA

VIA AMILCARE CRETIER 16 - 11029 - VERRE'S (AO)

SV-020AO005675

STUDIO ASSOCIATO CLINICA VETERINARIA SAINT CHRISTOPHE

CLINICA VETERINARIA

LOCALITA' GRAND CHEMIN 21 - 11100 - SAINT-CHRISTOPHE (AO)

SV-020AO011237

CLINICA VETERINARIA VALDOSTANA

CLINICA VETERINARIA

LOC. CROIX NOIRE, 77 - 11020 - SAINT-CHRISTOPHE (AO)

SV-020AO015145

AMBULATORIO VETERINARIO COGNE

AMBULATORIO VETERINARIO

VIA CAVAGNET, 44 - 11012 - COGNE (AO)

SV-020AO016018

AMBULATORIO VETERINARIO NICCO JESSICA

AMBULATORIO VETERINARIO

VIA TROTTECHIEN, 59 - 11100 - AOSTA (AO)

PENSIONI ANIMALI DA COMPAGNIA presenti in Valle d’Aosta

Codice struttura

Denominazione

Proprietario

Gestore

Indirizzo

SD-020AO118964

FUNNY DOG

ASCENZI SERGIO

ASCENZI SERGIO

BREAN 11010 SARRE (AO)

SD-020AO117684

DOG(R)EVOLUTION

DONATO VILARDO JESSICA

DONATO VILARDO JESSICA

SEEZ 11010 SAINT-PIERRE (AO)

SD-020AO117680

IMPRONTA DORATA

FURNO LUANA

FURNO LUANA

POLANGE. 1 11023 SAINT-DENIS (AO)

SD-020AO051721

KACZMAREK NADIN

KACZMAREK NADIN

KACZMAREK NADIN

MANFREY, 4 11020 VERRAYES (AO)

SD-020AO051718

TOTEN PET RELAIS

BLANCHET VERUSKA

BLANCHET VERUSKA

CHEZ LES ROSSET, 120 11015 LA SALLE (AO)

SD-020AO051696

LO COPAPAN DI ANDREA COSTABLOZ

COSTABLOZ ANDREA

COSTABLOZ ANDREA

LE PERRON, 35 11020 FÉNIS (AO)

SD-020AO051690

PENSIONE PER CANI LILITH

VIVALDO SABRINA

VIVALDO SABRINA

CLAPPEY, 110 11020 DONNAS (AO)

SD-020AO051676

CASA DI LUNA

MAGRO PAOLO MAURIZIO

MAGRO PAOLO MAURIZIO

PERRIAIL, 3 11020 GRESSAN (AO)

SD-020AO048827

 AMICI 4 ZAMPE DI MILENA PASTORET E ANGELO LODATO

LODATO ANGELO

LODATO ANGELO

MONTJOUX 11010 GIGNOD (AO)

 

VENDITA ANIMALI DA COMPAGNIA 

 

TOELETTATURE AUTORIZZATE

 

Codice struttura

Denominazione

Proprietario

Gestore

Indirizzo

SD-020AO119314

QUA' LA ZAMPA

FOCARACCIO ZEDE

FOCARACCIO ZEDE

RUE BOURGEOIS, 10 11012 COGNE (AO)

SD-020AO119088

YETI ANIMAL HOUSE

LUCHINI LUBIA CHARLOTTE STEFANIA

LUCHINI LUBIA CHARLOTTE STEFANIA

FRAZ. CHAMPAGNE, 13 11020 VERRAYES (AO)

SD-020AO119086

ANIMO' SAS

BERRUTI MARCO

BERRUTI MARCO

GRAND CHEMIN, 59 11020 SAINT-CHRISTOPHE (AO)

SD-020AO119081

AMICI 4 ZAMPE DI MILENA PASTORET E ANGELO LODATO

LODATO ANGELO

LODATO ANGELO

MONTJOUX, 22 11010 GIGNOD (AO)

SD-020AO119080

PET STORE CONAD

PLUDA ALESSANDRO

PLUDA ALESSANDRO

ARENSOD, 27 11010 SARRE (AO)

SD-020AO119079

QUA' LA ZAMPA CENTER

BOSSO PAOLO

BOSSO PAOLO

FRAZ. CRET DESSUS, 1 11020 GRESSAN (AO)

SD-020AO119078

SCHIUMA E COCCOLE

LA TORRE VINCENZA

LA TORRE VINCENZA

VIA TOURNEUVE, 24 11100 AOSTA (AO)

SD-020AO119077

ZOOPLANET

GIRARDINI GIOVANNI

GIRARDINI GIOVANNI

VIALE CONTE CROTTI, 25 11100 AOSTA (AO)

SD-020AO117675

ANDREONI LUISA

ANDREONI LUISA

ANDREONI LUISA

LA MALADIERE, 45 11020 SAINT-CHRISTOPHE (AO)

 

CENTRI CINOFILI

 

Codice struttura

Denominazione

Proprietario

Gestore

Indirizzo

SD-020AO134959

CENTRO ADDESTRAMENTO CINOFILO DI EMANUELE NOVEMBRE

NOVEMBRE EMANUELE

NOVEMBRE EMANUELE

LILLAZ 11020 SAINT-MARCEL (AO)

SD-020AO119021

A.S.D. ABYLO PENSA DA CANE

GIACOBONE STEPHANIA

GIACOBONE STEPHANIA

BREYAN 11010 SAINT-PIERRE (AO)

SD-020AO119019

ALPS DOG ASD

PATELLI KARIN

PATELLI KARIN

CAMPO SPORTIVO 11023 CHAMBAVE (AO)

SD-020AO118965

CENTRO CINOFILO GRAN PARADISO ASDS

FIORIO SABRINA

FIORIO SABRINA

LA GOLETTA 11010 INTROD (AO)

SD-020AO118962

DOGS AT WORK ASD & PS

PERCALI FRANCESCA

PERCALI FRANCESCA

CHAVONNE 11018 VILLENEUVE (AO)

SD-020AO051689

HAPPY FARM DI PABLO ACTIS-PERINETTO

ACTIS PERINETTO PABLO ROCCO

ACTIS PERINETTO PABLO ROCCO

LES ILES, 1 11020 BRISSOGNE (AO)

 

 

MANEGGI

 

REVEL VERONICA IDA FABIANA - PITTI FRANCO

LA SALLE

FRAZ. FAVREY

RABBIA PICCOLO GIOVANNA

NUS

LOC. BREIL

BARROVECCHIO ALBERTO

QUART

VIA MONT EMILIUS, 4 - LOC. VILLEFRANCHE

MANEGGIO – MAQUIGNAZ BARBARA

VALTOURNENCHE

 FRAZ. BREUIL CERVINIA LOC. BARDONEY

CAVENAGHI GLORIA

QUART

VILLEFRANCHE

GAYDOU FULVIA

QUART

VILLEFRANCHE

CASALINI ANDREINA

MONTJOVET

FRAZ. BARMACHANDE

 

11. Animali in Viaggio

La movimentazione di cani, gatti e furetti che viaggiano a seguito di proprietari o detentori a fini non commerciali è normata dal Regolamento UE n. 576/2013 del 12 giugno 2013.
Per poter viaggiare con i nostri cani o gatti occorre possedere il PASSAPORTO per animali da compagnia. Il passaporto è obbligatorio sia per lo spostamento degli animali tra Stati membri sia per la loro reintroduzione nel territorio comunitario da un Paese Terzo. 

Passaporto:
Come si ottiene:
I proprietari di cani, gatti e furetti che intendono portare i propri animali all’estero devono recarsi presso il Dipartimento di Prevenzione, Ambulatorio animali da compagnia per richiedere il rilascio del passaporto per animali da compagnia.

Requisiti:
• cane, gatto e furetti devono essere identificati con microchip e registrati nell’Anagrafe.

• Per viaggiare all’estero è obbligatoria la vaccinazione antirabbica che è valida se:
• effettuata da un medico veterinario;
• l'animale ha almeno 12 settimane d'età;
• l’animale è identificato prima della vaccinazione;
• eseguita, la prima volta, almeno 21 giorni prima della partenza;
• richiamata periodicamente e sempre in corso di validità.

Per i Paesi extra UE è utilizzato un certificato internazionale anziché il passaporto europeo. Tuttavia, si ricorda che per rientrare in un Paese europeo da un Paese Terzo è comunque sempre necessario avere il passaporto europeo. Si consiglia quindi chi parte per un Paese Terzo con l’intenzione di rientrare in Europa di avere con sé anche il passaporto, oltre il certificato internazionale.

Per chi desidera viaggiare con il proprio animale da compagnia, è necessario rivolgersi all’Ambulatorio veterinario per animali da compagnia dell’Azienda USL VdA per ottenere tutte le informazioni utili.
Indirizzo: Località Amerique 7/L, 11020 Quart (AO)
Telefono: 0165 77 46 12
E-mail: ambvet@ausl.vda.it 

➔ Trasporto in auto
Il trasporto di un animale domestico in auto è consentito a condizione che l’animale non costituisca impedimento o pericolo per la guida. Il trasporto di più animali domestici è permesso purché gli animali siano custoditi in un’apposita gabbia o contenitore oppure nel vano bagagli diviso da rete o altro materiale adatto. L’articolo del Codice della strada che regola il trasporto in auto di animali domestici è l’articolo 169.

• E’ vietato lasciare gli animali di ogni specie chiusi in qualsiasi veicolo e/o rimorchio o altro mezzo di contenzione, in ogni periodo dell’anno con temperature esterne elevate, salvo siano assicurati condizioni di ventilazione artificiale o naturale adeguate, il riparo dai raggi solari diretti e vi sia a disposizione una quantità di acqua fresca sufficiente.
• Il trasporto di animali d’affezione su cassoni di automezzi aperti deve avvenire con modalità tali che assicurino l’incolumità dell’animale stesso.
• Qualora il tempo di trasporto dovesse superare le quattro ore, devono essere previste soste per l’abbeverata.

➔ Mezzi pubblici:
E’ consentito l’accesso sui mezzi di trasporto pubblico operanti nel territorio della Regione, in base alle condizioni previste dal gestore del servizio pubblico, di ogni animale d’affezione accompagnato dal proprietario o dal detentore a qualsiasi titolo.
Per i cani, anche se di piccola taglia e portati in braccio, sono obbligatori il guinzaglio e la museruola; per i gatti è obbligatoria la gabbietta per il trasporto.
Il proprietario, o detentore a qualsiasi titolo, che conduce animali sui mezzi di trasporto pubblico deve aver cura che gli stessi non sporchino o creino disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura; chi accompagna l’animale è tenuto a salire sulla vettura munito di apposito materiale atto alla raccolta delle eventuali deiezioni e alla detersione della superficie imbrattata e ad eseguire tali operazioni in caso di necessità.

➢ V.I.T.A spa
E’ ammesso il trasporto di animali, in particolare, i cani di piccola taglia (garrese di non oltre 30 cm), i gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia custoditi nell’apposito contenitore, di dimensioni non superiori a cm 70 x 30 x 50.
In alternativa è consentito, per singolo viaggiatore, il trasporto di un cane di qualsiasi taglia, munito di museruola e guinzaglio.
II cane guida per i non vedenti può viaggiare su tutti gli autobus gratuitamente senza alcun obbligo, salvo la prenotazione sui servizi dove è prevista.

➢ ARRIVA
Ogni Passeggero, munito di documento di viaggio, può portare con sé un animale domestico di piccola taglia a condizione che non arrechi disturbo agli altri passeggeri e che sia dotato di museruola, guinzaglio e qualsivoglia congegno atto a renderlo inoffensivo come previsto dalle normative vigenti in materia.
Durante il trasporto è cura dell’accompagnatore evitare che l’animale salga sui sedili, insudici o deteriori la vettura o rechi danni ai Passeggeri; qualora ciò succeda, l’accompagnatore è tenuto al risarcimento degli eventuali danni.
I cani guida per non vedenti sono ammessi a viaggiare gratuitamente.

Per informazioni specifiche è possibile consultare i siti di V.I.T.A. S.p.A. e Arriva Italia - Aosta.

➔ Trasporto in treno
Le regole per il trasporto degli animali domestici variano in base alle dimensioni dell’animale e alla tipologia del treno.

• Trenitalia:
Call center: 892021
Web: www.trenitalia.com 

• Italo
Call center: Pronto Italo 892020
Web: www.italotreno.it 

➔ Trasporto in aereo
Ogni compagnia aerea ha le sue regole, per questo motivo, prima di mettersi in viaggio, è consigliabile contattare la compagnia aerea prescelta.

➔ Trasporto in taxi
Il trasporto in taxi di animali è a discrezione di chi lo conduce: non vi sono al momento delle leggi che lo regolamentano. E’ consigliabile contattare il centralino e avvisare della presenza dell’animale, in modo che venga inviato un tassista disposto a trasportare l’animale.
Se affidi il trasporto del tuo animale a terzi, è importante verificare che il servizio sia effettuato da una ditta regolarmente autorizzata, nel rispetto della normativa vigente.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti è possibile consultare:

• Viaggiare nell'UE con animali da compagnia e altri animali: https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/carry/pets-and-other-animals/index_it.htm 


• Viaggiare con gli animali – Ministero della Salute:
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/animali-daffezione/consigli-utili-viaggiare-con-i-nostri-animali/ 

12. Animali in montagna

I cani da pastore non sono animali domestici in libera uscita. Svolgono un ruolo importante: proteggono o conducono il bestiame.
Ogni loro comportamento, incluso l’abbaiare a un estraneo, è strettamente legato a queste funzioni, soprattutto a quella difensiva.

Di seguito alcune corrette norme comportamentali :
Regola Numero 1: Se possibile, aggirare sempre la mandria senza attraversarla, mantenendo una distanza adeguata.

Protocollo di avvicinamento: a ciascuno la sua regola

 

Movimento

Focus

A piedi

Nessun movimento busco, non correre, NON toccare o cercare di toccare gli animali

Mantenere la calma

In bicicletta (MTB)

Scendere dalla bici

Proseguire conducendo la bici a mano, se possibile usare la bici come ostacolo/barriera tra sé e il cane

Con cane al seguito

Trattenere il proprio animale

Tenere il guinzaglio corto. Consigliabile cambiare percorso- tornare indietro

Regola numero 2. La psicologia del contatto visivo:
Fissare negli occhi viene interpretato come una sfida diretta e una minaccia. Mantenere invece uno sguardo basso o laterale comunica invece neutralità e non belligeranza.

Regola numero 3: La procedura di disinnesco:
➢ Indietreggiare allontanandosi lentamente senza voltare le spalle al cane
➢ Continuare ad arretrare finché il cane non smette di abbaiare o mostra di essersi tranquillizzato.
➢ Solo a quel punto riprendere il proprio cammino con calma

In generale, ricordate che questi cani stanno svolgendo il loro lavoro di guardiani: un comportamento tranquillo e rispettoso aiuta a prevenire situazioni di tensione e a garantire la sicurezza di tutti.

E Per il LUPO???

Per ulteriori informazioni sulla presenza del lupo, si invita a consultare la pagina dedicata ‘Il lupo in Valle d’Aosta’ sul sito ufficiale della Regione:

https://www.regione.vda.it/risorsenaturali/Fauna_selvatica/Il_lupo_in_Valle_d_Aosta/default_i.aspx 

13. Il Patentino per proprietari e futuri proprietari di cani

Per favorire la formazione dei proprietari di cani e l’acquisizione di conoscenze sulla corretta gestione dell’animale, i Comuni, tramite il CELVA, in collaborazione con i Servizi Veterinari delle ASL, organizzano periodicamente percorsi formativi dedicati ai proprietari e ai futuri proprietari di cani.
Questi percorsi formativi sono stati introdotti dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 3 marzo 2009, relativa alla tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, mentre i contenuti del corso base sono stati definiti dal Decreto del Ministero della Salute 26 novembre 2009.
I corsi sono generalmente facoltativi, ma diventano obbligatori per i proprietari di cani segnalati per problematiche comportamentali o che necessitano di una valutazione comportamentale, perché la loro gestione può essere più complessa e richiede maggiori competenze.
L’obiettivo principale della formazione è:
• fornire informazioni corrette e scientificamente fondate sul comportamento del cane;
• aiutare i proprietari a diventare più consapevoli, competenti e responsabili;
• prevenire incidenti o aggressioni, favorendo una gestione corretta dell’animale;
• promuovere educazione, rispetto e civile convivenza tra uomo e animale.
Al termine del percorso formativo viene rilasciato un attestato di partecipazione, chiamato comunemente “patentino per proprietari di cani”.

Il CELVA, in collaborazione con i Servizi veterinari dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, organizza con cadenza annuale il corso di formazione per l’acquisizione del patentino per proprietari e futuri proprietari di cani.
Per informazioni visitate il sito:
https://www.celva.it/it/corso-per-acquisizione-patentino-per-proprietari-cani/   

14. Pet Therapy: Interventi Assistiti con Animali

Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) sono interventi a valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa che prevedono il coinvolgimento di animali, finalizzati a migliorare la salute e il benessere delle persone, realizzati all’interno di progetti strutturati e gestiti da un’équipe multidisciplinare formata, nel rispetto del benessere dell’animale e della persona.
Sono regolamentate dalle Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali (Accordo Stato-Regioni 25 marzo 2015).

Tipi di IAA
Le IAA si dividono in tre categorie principali:

1. TAA – Terapie Assistite con Animali
• Sono interventi terapeutici veri e propri.
• Rivolti a persone con patologie fisiche, psichiche o cognitive.
• Hanno obiettivi sanitari e fanno parte di un progetto terapeutico.
Devono essere sempre prescritte e seguite da personale sanitario.

2. EAA – Educazione Assistita con Animali
• Interventi educativi e pedagogici.
• Utilizzati in scuole, comunità, centri educativi.
• Favoriscono apprendimento, socializzazione e integrazione.

3. AAA – Attività Assistite con Animali
• Attività ricreative o di socializzazione.
• Non hanno obiettivi terapeutici specifici.
• Migliorano qualità della vita e benessere.

Chi può erogare le IAA
Le IAA non possono essere improvvisate: devono essere svolte da équipe multidisciplinari formate e certificate secondo le linee guida nazionali.

Le figure principali sono:
Medico veterinario esperto in IAA → tutela la salute e il benessere dell’animale
Coadiutore dell’animale → conduce l’animale durante le attività
Responsabile di progetto → coordina l’intervento
Referente di intervento → attua le attività
Professionisti sanitari o educativi (a seconda del tipo di intervento)

Dove si possono svolgere
Le IAA possono essere realizzate in:
• ospedali
• scuole
• centri di riabilitazione
• strutture socio-assistenziali
• carceri
• centri diurni.

Le strutture devono rispettare requisiti organizzativi e di benessere animale previsti dalle linee guida

BENEFICI

Benefici psicologici
• riduce ansia e stress
• migliora l’umore
• aumenta l’autostima
• riduce la sensazione di solitudine.

Benefici sociali
• facilita la comunicazione
• aiuta a sviluppare relazioni con gli altri
• migliora le capacità relazionali nei bambini.

Benefici fisici
• stimola il movimento
• migliora coordinazione e motricità
• può contribuire a ridurre pressione sanguigna e frequenza cardiaca.

Benefici cognitivi
• stimola attenzione e memoria
• favorisce l’apprendimento.

Per ulteriori informazioni https://www.regione.vda.it/sanita/prevenzione/veterinaria/animali_affezione/pet-therapy/default_i.aspx 

15. Animali da compagnia e bambini

Prevenire incidenti tra cani e bambini è molto importante per garantire sicurezza e una convivenza serena. La prevenzione si basa soprattutto su educazione, supervisione e rispetto dei bisogni del cane.
La maggior parte degli incidenti tra cani e bambini avviene in ambito familiare.
La presenza del cane, se gestita correttamente, è molto positiva per il bambino in quanto:
• favorisce l’esplorazione,
• l’attività fisica,
• l’apprendimento,
• l’autonomia,
• l’empatia
• il rispetto delle regole.

Molti morsi si verificano perchè i bambini non riescono a comprendere i segnali comunicativi dell’animale e spesso compiono azioni imprevedibili che il cane può interpretare come minacce.

Gli adulti hanno quindi un ruolo fondamentale:
• devono sorvegliare la relazione,
• osservare i segnali del cane,
• intervenire, se necessario
• insegnare al bambino come comportarsi.
È importante:
• evitare conflitti per cibo o giochi,
• proteggere il cane da stress
• premiare comportamenti tranquilli.

La sorveglianza da parte degli adulti vale per tutti i bambini e tutti i cani.

Non lasciare mai un bambino piccolo da solo con un cane, anche se è molto docile.
Educare il cane significa socializzarlo fin da cucciolo con bambini di tutte le età e associare la loro presenza a esperienze positive.
Anche i bambini devono imparare regole fondamentali:
• non disturbare il cane mentre mangia, dorme o gioca;
• non correre o urlare;
• non prendere cibo o giochi del cane;
• riconoscere e rispettare i segnali di disagio da parte del cane.

L'adulto deve creare spazi sicuri per il cane: deve avere un luogo tranquillo dove ritirarsi (cuccia, tappeto, stanza).
Il bambino deve sapere che in quel posto non si disturba il cane.

Infine, bisogna saper leggere i segnali di stress o disagio del cane (ringhi, tentativi di fuga, eccessiva paura o vivacità) perché spesso precedono incidenti.

Con attenzione, supervisione ed educazione, la convivenza tra bambini e cani può essere sicura ed arricchente per entrambi.

16. Siti di approfondimento

S.C. IGIENE ALLEVAMENTI CHI SIAMO?
https://www.ausl.vda.it/chi-siamo/dipartimento-della-prevenzione/igiene-degli-allevamenti-e-delle-produzioni-zootecniche/ 

GLI ANIMALI DA COMPAGNIA
Ministero della salute
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/animali-daffezione/ 

GLI ANIMALI ESOTICI
www.cites.org 

• Introduzione alle specie aliene:
  https://www.youtube.com/watch?v=ymhESePJqfw  
• Testuggini d'acqua esotiche invasive:
   https://www.youtube.com/watch?v=yDtdNG46VO8 

A CHI RIVOLGERSI IN CASO DI AGGRESSIONE
https://www.ausl.vda.it/chi-siamo/dipartimento-della-prevenzione/sanita-animale/ambulatorio-veterinario 

Elenco veterinari comportamentalisti
https://www.fnovi.it/albi-e-iscritti/ricerca-iscritti-per-ambiti-professionali?ambito=2 

LE ZOONOSI
https://www.youtube.com/watch?v=LGVWrV8fuCU 
https://www.epicentro.iss.it/zoonosi/ 


COSA FARE IN CASO DI ANIMALI VAGANTI IN AMBITO URBANO
Consulta Celva VDA
https://www.instagram.com/p/DOI_9bwiimQ/? img_index=1  


PER APPROFONDIMENTI SUL TEMA AVVELENAMENTI CONSIGLIAMO:
Canale Youtube IZSve che offre contenuti multimediali con stile scientifico divulgativo
https://www.youtube.com/@izsvenezie/search?query=avvelenamenti 

Portale Nazionale degli avvelenamenti dolosi degli animali
https://avvelenamenti.izslt.it/ 

Portale del Ministero della Salute che offre contenuti specifici nella sezione animali d’affezione
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/animali-daffezione/divieto-di-utilizzo-e-detenzione-di-esche-o-bocconi-avvelenati/ 

NORMATIVA
“Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1991-08-14;281 

“Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1991-08-14;281 

DGR 1731/2012
https://www.regione.vda.it/sanita/prevenzione/veterinaria/animali_affezione/canile/normativa_i.asp 

COLONIE FELINE
www.celva.it/it/colonie-feline 

https://www.celva.it/it/notizie-in-primo-piano/gestione-dei-gatti-del-territorio-e-delle-colonie-feline/ 

https://www.regione.vda.it/sanita/prevenzione/veterinaria/animali_affezione/randagismo/normativa_i.aspx 

Manuale dedicato ai referenti di colonia
https://www.celva.it/it/colonie-feline/ 


CANILE E GATTILE
Sito web regionale
www.canilegattileregionale-vda.it 


COME AVVIARE ATTIVITÀ ECONOMICA ANIMALI D’AFFEZIONE
https://www.celva.it/it/fines-commercio-e-attivita-produttive/animali/ 


VIAGGIARE CON GLI ANIMALI
Viaggiare nell'UE con animali da compagnia e altri animali:
https://europa.eu/youreurope/citizens/travel/carry/pets-and-other-animals/index_it.htm 


Viaggiare con gli animali – Ministero della Salute:
https://www.salute.gov.it/new/it/tema/animali-daffezione/consigli-utili-viaggiare-con-i-nostri-animali/ 


IL LUPO IN VALLE D’AOSTA
https://www.regione.vda.it/risorsenaturali/Fauna_selvatica/Il_lupo_in_Valle_d_Aosta/default_i.aspx 


IL CORSO DI FORMAZIONE PER L’ACQUISIZIONE DEL PATENTINO PER PROPRIETARI E FUTURI PROPRIETARI DI CANI
https://www.regione.vda.it/risorsenaturali/Fauna_selvatica/Il_lupo_in_Valle_d_Aosta/default_i.aspx 


PET THERAPY: INTERVENTI ASSISTITI CON ANIMALI

https://www.regione.vda.it/sanita/prevenzione/veterinaria/animali_affezione/pet-therapy/default_i.aspx