Medicina di genere
LA MEDICINA GENERE - SPECIFICA

La medicina di genere studia come le differenze biologiche (sesso) e socio-culturali (genere) influenzino salute, malattia, diagnosi e risposta alle terapie.
Le evidenze mostrano che uomini e donne non si ammalano né reagiscono alle cure allo stesso modo, con differenze nei sintomi, nei meccanismi, negli effetti collaterali e nell’accesso alle cure.
Integrare questa prospettiva significa rendere la medicina più equa e appropriata, migliorando prevenzione, diagnosi e cura, in linea con gli obiettivi 3, 5 e 10 dell’Agenda 2030 dello sviluppo sostenibile.
Contatti
Referente aziendale per la medicina di genere: dott.ssa Antonia Billeci
Ufficio/Servizio:
E-mail: abilleci@ausl.vda.it
Telefono: 0165 54 39 59
La medicina di genere (MdG) o, meglio, la medicina genere-specifica è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona. Una crescente mole di dati epidemiologici, clinici e sperimentali indica l’esistenza di differenze rilevanti nell’insorgenza, nella progressione e nelle manifestazioni cliniche delle malattie comuni a uomini e donne, nella risposta e negli eventi avversi associati ai trattamenti terapeutici, nonché negli stili di vita e nella risposta ai nutrienti. Anche l’accesso alle cure presenta rilevanti diseguaglianze legate al genere.
Sono state inoltre dimostrate differenze nei meccanismi patogenetici che le determinano, nelle evidenze diagnostiche, nella risposta alle terapie, negli eventi avversi ad essi associati.
Integrare la prospettiva di genere nella pratica clinica significa:
- Migliorare la qualità e l’equità delle cure;
- Promuovere la prevenzione mirata e la diagnosi precoce;
- Adattare terapie e protocolli clinici alle differenze di sesso e genere.
- Ridurre gli errori diagnostici e terapeutici;
- Favorire una ricerca scientifica più inclusiva.
Differenze
La medicina tradizionale si è spesso basata su studi clinici condotti prevalentemente su popolazioni maschili. Questo ha portato a una sottostima delle differenze di genere nella presentazione dei sintomi, nella risposta ai farmaci e nei rischi associati a molte patologie.
Le donne:
- si ammalano di più e consumano più farmaci
- sono più soggette a eventi avversi
- sono socialmente svantaggiate rispetto agli uomini (violenze fisiche e psicologiche, maggiore disoccupazione, difficoltà economiche)
- vivono più a lungo ma l’aspettativa di vita sana è equivalente nei due sessi (paradosso di genere)
- per le stesse patologie possono presentare, rispetto agli uomini, segni e sintomi diversi (infarto del miocardio) o diverse localizzazioni (neoplasie del colon, melanoma)
- possiedono un sistema immunitario in grado di attivare risposte immunitarie più efficaci rispetto agli uomini e sono quindi più resistenti alle infezioni, ma nello stesso tempo mostrano una maggiore suscettibilità alle malattie autoimmuni.
Gli uomini:
- hanno un’aspettativa di vita alla nascita inferiore alle donne
- hanno maggiore probabilità di morire di cancro, di incidenti stradali e di altre importanti cause, inclusi il suicidio
- sono più propensi a fumare, bere alcolici, avere una cattiva alimentazione e a non accedere ai servizi socio-sanitari
- alcune patologie considerate classicamente femminili (osteoporosi e depressione), inoltre, molto spesso non sono riconosciute nel maschio e quindi sono sottostimate
- tendono a ritardare il ricorso al medico e alle prestazioni sanitarie, inclusa l’assistenza psichiatrica.
Non si tratta di una medicina “per le donne”, ma di un approccio che considera il genere come determinante di salute, con l’obiettivo di garantire diagnosi, terapie e prevenzione più personalizzate ed efficaci per tutti.
Differenza tra sesso e genere
Sesso: differenze biologiche e fisiologiche (cromosomi, ormoni, apparato riproduttivo, metabolismo, ecc.).
Genere: differenze legate a fattori sociali, culturali e comportamentali (ruoli, stili di vita, esposizione a stress, accesso ai servizi sanitari, ecc.).
Entrambi influenzano profondamente la salute.
Alcuni esempi
• Infarto miocardico: le donne spesso manifestano sintomi “atipici” (nausea, dolore alla schiena o alla mandibola) rispetto agli uomini; questo può portare a diagnosi ritardate.
• Farmacologia: alcune molecole hanno effetti diversi per metabolismo, ormoni e massa corporea; le donne sono più soggette ad effetti collaterali perché i dosaggi sono spesso calibrati su soggetti maschili.
• Malattie autoimmuni: più frequenti nelle donne, probabilmente per differenze ormonali e immunitarie.
• Salute mentale: la depressione è più diagnosticata nelle donne, ma gli uomini hanno tassi di suicidio più alti; il genere influisce sull’espressione e sulla gestione del disagio psichico.
In Italia si è cominciato a porre l’attenzione sulla Medicina di Genere dal 1998 per l’interessamento dei Ministeri delle Pari opportunità e della Salute con il contributo dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Nel 2011 l’ISS ha attivato il reparto Malattie degenerative, invecchiamento e medicina di genere all’interno del Dipartimento del Farmaco e successivamente, nel 2017, ha istituito il Centro di riferimento per la Medicina di Genere, primo in Europa in questo ambito. Il Centro di riferimento per la Medicina di Genere, con il Centro studi nazionale su salute e medicina di genere e il Gruppo italiano salute e genere (GISeG), ha creato la Rete italiana per la medicina di genere con l’obiettivo di sviluppare la ricerca scientifica, di promuovere la formazione di medici e operatori sanitari e l’informazione della popolazione.
La Rete si avvale dell’attiva collaborazione della FNOMCeO (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri), FADOI (Federazione delle associazioni dei dirigenti medici internisti), SIMG (Società italiana di medicina generale e delle cure primarie), di alcune università e società scientifiche.
Il 13 giugno 2019 il Ministero della Salute ha approvato il “Piano per l’applicazione e la diffusione della medicina di genere” firmando il decreto attuativo relativo alla legge 3/2018 “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del ministero della Salute”, il cui articolo 3 “Applicazione e diffusione della Medicina di Genere nel Servizio Sanitario Nazionale” richiedeva la predisposizione di «un Piano volto alla diffusione della medicina di genere mediante divulgazione, formazione e indicazione di pratiche sanitarie che nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura tengano conto delle differenze derivanti dal genere, al fine di garantire la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale in modo omogeneo sul territorio nazionale».
Il Piano riporta gli obiettivi strategici, gli attori coinvolti e le azioni previste per la reale applicazione di un approccio di genere in sanità nelle quattro aree d’intervento indicate dalla legge:
1. percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione
• Adattare protocolli clinici e linee guida alle differenze di sesso e genere.
• Migliorare la prevenzione mirata, ad esempio nelle malattie cardiovascolari, oncologiche e mentali.
• Favorire un accesso equo ai servizi sanitari, superando disuguaglianze legate al genere.
2. ricerca e innovazione
• Promuovere studi clinici disaggregati per sesso e genere.
• Incentivare la raccolta di dati epidemiologici differenziati.
• Integrare la prospettiva di genere nei progetti di ricerca biomedica e farmacologica.
3. formazione e aggiornamento del personale
• Inserire la medicina di genere nei corsi universitari di area sanitaria e nei programmi ECM.
• Promuovere la formazione continua di medici, infermieri, farmacisti e altri professionisti sanitari.
• Sensibilizzare anche il personale amministrativo e gestionale del SSN.
4. comunicazione e informazione
• Promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione.
• Diffondere buone pratiche e modelli organizzativi.
• Migliorare la comunicazione istituzionale in ottica di genere (linguaggio, contenuti, rappresentazioni).
Il Piano segue alcuni principi generali:
• un approccio intersettoriale tra le diverse aree mediche e le scienze umane, che tenga conto delle differenze derivanti dal genere al fine di garantire l’appropriatezza della ricerca, della prevenzione, della diagnosi e della cura
• promozione e sostegno della ricerca (biomedica, farmacologica e psico-sociale) basata sulle differenze di genere
• promozione e sostegno dell’insegnamento della medicina di genere, garantendo livelli di formazione e di aggiornamento adeguati per il personale medico e sanitario
• promozione e sostegno dell’informazione pubblica sulla salute e sulla gestione delle malattie, in un’ottica di differenza di genere.
La legge 3/2018 al Comma 5 prevede anche l’istituzione, presso l’ISS, di un Osservatorio dedicato alla medicina di genere.
All’interno dell’Osservatorio sono stati creati 6 gruppi di lavoro:
• percorsi clinici
• ricerca e innovazione
• formazione universitaria e aggiornamento del personale sanitario
• comunicazione e informazione
• farmacologia di genere
• diseguaglianze di salute legate al genere.
Ogni Regione elabora un Piano regionale di medicina di genere e il Ministero della Salute coordina e monitora l’attuazione. L’ISS (Centro di riferimento per la medicina di genere) raccoglie dati e valuta i risultati.
L’Azienda USL Valle d’Aosta promuove la medicina di genere come elemento trasversale di tutte le attività sanitarie e formative.
Attività realizzate:
BOLLINO AZZURRO per l’attenzione nei confronti della salute uro-andrologica con focus sul tumore della prostata e sulla gestione delle complicanze funzionali post-chirurgiche.
BOLLINO ROSA per presenza di percorsi diagnostico-terapeutici e servizi dedicati alle patologie femminili di maggior rilievo clinico ed epidemiologico, nonché offerte di servizi per l’accoglienza che cambiano l’approccio con l’ospedale, come la mediazione culturale e la documentazione informativa plurilingue
PERCORSO PER PERSONE VITTIME DI VIOLENZA protocollo di gestione in acuto delle persone vittime di violenza
Il 16 maggio 2025, la Giunta Regionale ha recepito il Piano per l'applicazione e la diffusione della Medicina di Genere (DGR 567/2025) con l’obiettivo di diffondere una sanità equa, appropriata e basata sulle differenze di sesso e genere e ha istituito il relativo Gruppo tecnico regionale, composto da referenti dell‘Assessorato Sanità, salute e politiche sociali e dell'Azienda USL Valle d’Aosta.
Azioni previste dal Piano nazionale e recepite dalla DGR
1. Nomina di un/a Referente Regionale per la Medicina di Genere.
2. Istituzione del Gruppo Tecnico Regionale (GTR) per la programmazione e diffusione delle attività.
3. Definizione di modalità operative e linee di indirizzo regionali per attuare il Piano.
4. Creazione di una rete regionale per la promozione della salute in ottica di genere.
5. Raccolta dati disaggregati per genere nei flussi informativi sanitari.
6. Attivazione di un’area web dedicata sul portale della Regione Valle d’Aosta.
Composizione del Gruppo Tecnico Regionale (GTR)
• 2 rappresentanti dell’Assessorato Sanità, Salute e Politiche Sociali (Dirigente della Struttura Assistenza territoriale, formazione e gestione del personale sanitario (Referente regionale in Medicina di Genere) e Dirigente della Struttura Programmazione socio-sanitaria e assistenza ospedaliera.
• 3 rappresentanti dell’Azienda USL della Valle d’Aosta, di cui uno con funzione di Referente scientifico.
Compiti del GTR
• Coordinare le attività di attuazione del Piano regionale.
• Definire linee strategiche e obiettivi per l’Azienda USL.
• Monitorare l’applicazione e raccogliere rapporti annuali.
• Collaborare con i tavoli tecnici nazionali e regionali.
• Supportare la programmazione e diffusione della medicina di genere.
• Promuovere formazione, divulgazione e buone pratiche cliniche.
• Fornire indirizzi operativi e scientifici alle strutture sanitarie regionali.
• Istituto Superiore di sanità - Sezione dedicata alla Medicina di genere
• Istituto superiore di Sanità - Centro di riferimento per la Medicina di genere
• Medicina di genere newsletter
• Istituto Superiore di Sanità - Osservatorio sulla Medicina di genere
• Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di genere
• Biblioteca multimediale di genere
Normativa di riferimento
- Legge 3/2018, art. 3 – “Applicazione e diffusione della medicina di genere nel Servizio Sanitario Nazionale”; Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere (Ministero della Salute, 2019);
- Decreto Ministeriale 26 giugno 2020 – Adozione del Piano per la Medicina di Genere;
- DGR Regione Valle d’Aosta n. 567/2025
Eventi
11 maggio 2019 – Congresso 'La medicina di genere nelle diverse fasi della vita', organizzato dalla sezione Valle d'Aosta della Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari) - Bpw (International federation of business and professional women) Italy, distretto Nord Ovest. L'iniziativa, patrocinata dall'Usl VdA, si proponeva quale "momento di riflessione e di confronto sui temi della MDG e sulle azioni poste in essere per perseguire il fine dell'equità e dell'appropriatezza delle cure".