Dispositivo di Protezione Individuale:
 

 

 

A CURA DI:

Cesaroni, Chinni, Odone, Marchesotti, Zanardo, Spurio, Sossai, Fusilli, Doria

 

FINALITA' E OBIETTIVI:


Al fine di ottemperare agli obblighi imposti dal D.Lgs.626, il Datore di Lavoro,insieme a tutti i Dirigenti e Preposti, deve:
- valutare il rischio presente nei luoghi di lavoro;
- individuare le misure più idonee a ridurre, se non è possibile eliminare, tale rischio;
- individuare, infine, i Dispositivi di Prevenzione (DPI) adatti a contenere il rischio residuo, cioè non eliminabile.
 

COSA DICE LA LEGGE:


D.LGS.626
Art.4 –Obblighi del Datore di lavoro, del Dirigente e del Preposto.
2. All’esito della valutazione di cui al comma 1, il datore di lavoro elabora un documento …………..
b) l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione conseguenti alla valutazione………

 

In relazione ai rischi propri della mansione svolta da ciascun operatore, i Dispositivi di Protezione Individuale devono tenere conto di diversi momenti, sui quali è importante focalizzare l'attenzione dei lavoratori interessati.
Questi momenti possono essere sintetizzati in:

1. attribuzione (scelta dei DPI adatti ai rischi con cui si ha a che fare):si assiste, normalmente ad una frammentazione del processo decisionale che governa l’acquisizione e la distribuzione dei DPI.
Infatti accade che essi vengano:
Richiesti dal Caporeparto, non consultando i lavoratori interessati,
Forniti dalla Farmacia, in particolare se si tratta di presidi medico chirurgici,
Comprati dal Provveditorato, poiché compresi in un budget di reparto,
Usati da chi non li ha scelti, il più delle volte senza la necessaria formazione ed informazione
 


2. distribuzione (documentazione dell'avvenuta consegna e delle caratteristiche dei dispositivi, tramite scheda specifica, riportante le caratteristiche dei materiali distribuiti, le modalità d’uso e le informazioni necessarie al corretto utilizzo); può succedere che DPI acquistati correttamente vengano distribuiti a lavoratori che “dimenticano” di averli ricevuti, e quindi non li usino.


3. gestione (verifica dell’effettivo impiego dei Dispositivi durante il lavoro, delle modalità e dello stato d'uso)

4. mantenimento (verifiche programmate nel tempo fino all'eventuale sostituzione)

5. riconsegna ed eventuale sostituzione (sempre attraverso una documentazione dettagliata da controfirmare e da conservare)

6. smaltimento (sostituzione ed eliminazione dei materiali obsoleti e non più funzionali, quando non addirittura pericolosi, eliminazione da far rientrare in una corretta gestione dei rifiuti)
 

CONTENUTI:


D. Lgs. 626/94
TITOLO IV- USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Art. 40.- Definizioni
Si intende per dispositivi di protezione individuale (DPI)qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
 

I DPI definiti dall’art.4 del D.LGS. 624/94 sono normalmente i seguenti:
 


 

Una corretta attribuzione ed un uso appropriato ( cosa utilizzare e chi utilizza cosa ) non può prescindere dalle specifiche attività, nelle quali ogni lavoratore troverà la sua collocazione più idonea e conseguentemente i rischi ai quali comunemente viene sottoposto.
Le diverse tipologie di rischio (chimico , biologico, fisico) renderanno necessario l’utilizzo si specifici DPI: la gravità del rischio, la sua durata nel tempo e la caratteristica della mansione caratterizzeranno le diverse tipologia di materiali, la cui scelta, il cui acquisto e le cui indicazioni d’uso dovranno necessariamente fare riferimento alle indicazioni ed all’esperienza dei Preposti e dell’esperienza di tutti i lavoratori interessati.


DPI: REQUISITI
 

I DPI devono essere conformi alle norme tecniche (D. LGS. 475/92 e D.M. 2 maggio 2001); inoltre devono:
- essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare un rischio maggiore;
- essere adeguati alle condizioni di lavoro esistenti sul luogo di lavoro;
- tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
- poter essere adattati dall’utilizzatore secondo le sue necessità


L’art. 41 del D.Lgs 626/94 prevede un obbligo d’uso:
 


 

- Art. 41:
Questo articolo riafferma il principio generale di utilizzare i DPI, quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche, procedurali o organizzative
Ai lavoratori la legge assegna alcuni obblighi.


DPI: OBBLIGHI DEI LAVORATORI:


- I lavoratori si sottopongono al programma di formazione ed addestramento organizzato dal datore di lavoro, nei casi ritenuti necessari (D.P.I. di terza classe).
- Utilizzano i DPI conformemente all’informazione ed alla formazione ricevute.
- Hanno cura dei DPI messi a disposizione.
- Non vi apportano modifiche di loro iniziativa.
- Al termine dell’utilizzo seguono le procedure aziendali in termini di riconsegna .
- Segnalano immediatamente eventuali difetti o inconvenienti.

 


Abbiamo visto che è diritto del Lavoratore ricevere i mezzi più appropriati per difendersi dagli agenti nocivi o dai pericoli che sono insiti nel lavoro; in realtà quello di mettere a disposizione dei Lavoratori i Dispositivi di Protezione Individuali è solo l'ultimo passaggio di un processo riduzione e contenimento dei rischi che il Decreto dettaglia puntualmente all'art. 3.



 


GRADUALITA' DEGLI INTERVENTI DI PROTEZIONE
 

In presenza di un pericolo, la cui natura ed entità sono state valutate nel corso della Valutazione del Rischio, il Datore di Lavoro ha l'obbligo di tentare una serie interventi:

1. eliminazione del rischio: si cerca di eliminare radicalmente dai luoghi di lavoro la situazione che determina il pericolo; ad esempio modificando le attività per eliminare una fase particolarmente gravosa, o eliminando le materie prime pericolose.
(ad esempio, alleggerendo il rischio da movimentazione manuale dei pazienti attraverso l’acquisto e l'uso di sollevatori);

2. riduzione del rischio: le condizioni di pericolo possono essere connaturate alle attività in modo tale da non essere eliminabili, in questo caso è ancora possibile ridurre il rischio, ad esempio sostituendo sostanze chimiche con altre meno pericolose.
(ad esempio, sostituendo un solvente come il Benzene con Toluene, un solvente che, pur essendo etichettato come sostanza pericolosa, non presenta l'effetto cancerogeno del primo);
Figura 4

3. riduzione degli esposti: quando nessuno dei primi due interventi è possibile, come nel caso delle sorgenti radioattive, è ancora possibile ridurre il numero di lavoratori esposti, riservando solo a determinate persone la possibilità di accesso e di manipolazione delle sostanze radioattive;

4. protezione collettiva: in sostituzione o in aggiunta alla riduzione degli esposti, possono essere adottati sistemi di protezione collettiva, come le cappe aspiranti o i sistemi di ricambio dell'aria nelle Sale Operatorie, che, impedendo la diffusione di agenti nocivi nell'ambiente di lavoro, proteggono tutti i lavoratori dagli agenti pericolosi;

5. protezione individuale: quando nessuno degli interventi precedenti è realizzabile, non raggiunge un grado soddisfacente di protezione, oppure si voglia incrementare ulteriormente la protezione dei lavoratori, si possono utilizzare speciali dispositivi individuali per evitare l'esposizione a determinati agenti nocivi.

Come specificato, pertanto, tale percorso viene indicato come contenimento del rischio residuo, cioè limitazione del rischio ineliminabile: in questi casi viene previsto l’utilizzo dei DPI, quale ultimo mezzo di contenimento finale e di protezione dei lavoratori.
 


La tecnologia ha prodotto Dispositivi di Protezione per ogni tipo di aggressione verso l'organismo umano, e si può affermare che non vi sia agente nocivo che non possa essere bloccato da un dispositivo appropriato e che ogni parte del corpo può trovare in ogni situazione una valida difesa.

A dispetto dell'ottimismo di quanto appena detto, occorre però tenere presente che l'utilizzo dei DPI comporta sotto almeno tre aspetti difficoltà da non sottovalutare:
Scelta corretta
Proprio la presenza di molti tipi di Dispositivi, diversi per tipo e grado di protezione, aumenta la difficoltà di scegliere il Dispositivo più adatto alle condizioni operative specifiche in cui dovrà essere utilizzato; in alcuni casi i Dispositivi possono assolvere a più funzioni, ad esempio i guanti per agenti chimici assicurano protezione anche contro gli agenti biologici, ma nella maggior parte dei casi la protezione viene garantita solo se viene rispettato l'uso specifico raccomandato dal produttore.
 


Problemi evidenziati quando si analizzano attività sanitarie per definire i DPI utilizzati dagli operatori.
Non tutta la dirigenza sanitaria è sensibile in ugual misura alla problematica dei DPI.
Molto sovente l’operatore sanitario svolge nel corso della giornata lavorativa una attività molto differenziata con conseguente esposizione a rischi e pericoli molto diversi da fronteggiare con DPI adeguati o differenziati


Ciascuna Azienda si doterà, pertanto, di uno specifico protocollo, o procedura, o manuale, per la scelta e l’uso dei DPI più adatti alle specifiche mansioni.
 


PROTOCOLLO PER LA SCELTA, L’USO E LA FORMAZIONE DEI DPI


- Definizione di un protocollo d’uso dei DPI a cui tutti i servizi sanitari e tecnici dell’Ente devono uniformarsi.
- Formazione ed informazione della dirigenza.
- Formazione ed informazione del personale sanitario e tecnico.

 

Le indicazioni delle Norme Tecniche e dei Decreti specifici forniscono un valido orientamento nella scelta del DPI giusto:
occorre scegliere DPI che riportino, anche solo sulla confezione, il marchio CE e i pittogrammi specifici per i rischi previsti dalle Norme UNI


Difficoltà nell'utilizzo


Alcuni dispositivi non sono semplici da usare, pensiamo alle maschere antigas o alle imbracature anticaduta, e necessitano di una certa preparazione.
Anche l'utilizzo dei Dispositivi più semplici e comuni può però presentare problemi nascosti; anche le mascherine più leggere vanno indossate nel modo corretto, senza lasciare fessure col volto; e se è facile indossare un paio di guanti, occorre invece attenzione nel toglierli se contaminati da sostanze chimiche o da liquidi biologici.
L’uso del Manuale e delle procedure d’uso predisposti dall’Ente , insieme alla organizzazione di specifici momenti di formazione ed informazione saranno quindi di fondamentale importanza.
 


MANUALE PER LA GESTIONE DEI DPI.


Il Manuale da distribuire ai dipendenti avrà lo scopo di formare il personale sanitario su come identificare i DPI da indossare in funzione della natura e della magnitudo dei rischi cui è esposto l’operatore chiamato a svolgere una certa attività in un certo contesto lavorativo.
Teoria: Concetti tecnici, normativi e chimico-fisici che si prendono in considerazione nella scelta di un DPI.
Pratica: Come si scelgono i DPI in funzione dei rischi cui si è esposti.
 


OBIETTIVI DELLA FORMAZIONE:


Fornire una descrizione dei criteri adottati per redigere il manuale o i protocolli relativi ai DPI.
Consentire ai partecipanti ai corsi di :
consultare operativamente le schede,
definire con precisione quali sono i DPI da indossare (o da fornire ai preposti), nelle diverse attività sanitarie che questi svolgono nel proprio ambito lavorativo.
 



L’allegato III del D. L.g.s. 626/94suggerisce uno schema indicativo per l’inventario dei rischi ai fini dell’impiego di attrezzature di dispositivi di protezione individuale (DPI).
 


I Dispositivi di Protezione Individuale devono essere sempre accompagnati da istruzioni ed informazioni sulle caratteristiche e sull’impiego.


SCHEDA DI MANSIONE

 


L'utilizzo dei DPI deve quindi essere preceduto da una adeguata formazione e dalla lettura delle istruzioni e informazioni fornite dal produttore


SOGGETTI PER I QUALI è PREVISTO IL CORSO DI FORMAZIONE SU DPI.


- Dirigenti Sanitari, Medici ed Infermieristici
- Dirigenti del Servizio Tecnico
- Dirigenti del Servizio Provveditorato
- Dirigenti del Servizio di Farmacia
- Personale del Ruolo Sanitario operante negli ospedali, negli ambulatori e nei laboratori di ricerca.


IMPEDIMENTO FISICO


La protezione, proprio perché costituisce una barriera tra il corpo e l'ambiente esterno, comporta delle limitazioni nella capacità di interazione del lavoratore con lo spazio che lo circonda.
Per fare alcuni esempi: la filtrazione di polveri e gas nocivi non può che rallentare il flusso di aria che passa attraverso il mezzo filtrante; nella protezione delle vie respiratorie questo si traduce in un impedimento alla respirazione, che aumenta proporzionalmente con l'efficienza della maschera.
L'aumento dello spessore, e quindi della resistenza, dei guanti protettivi comporta una perdita di sensibilità tattile e la protezione del corpo mediante tute compromette la traspirazione cutanea tanto più gravemente quanto maggiore è l'isolamento apportato dai tessuti.
Indossare un DPI "tanto per stare sicuri" non porta affatto sicurezza quando il DPI non è necessario ed il lavoratore deve solo sopportarne le scomodità e le limitazioni anche senza essere esposto ad agenti nocivi.
i DPI devono quindi essere utilizzati solo se i rischi sono proporzionali alla protezione offerta
in un equilibrato rapporto costo/beneficio per l'organismo.

In sintesi una serie di operazioni ed il coinvolgimento di tutti gli operatori dei diversi livelli nella scala gerarchica dell’Ente garantisce l’uso ottimale dei Dispositivi di Protezione individuale,diminuisce il numero degli incidenti e favorisce una maggiore consapevolezza degli operatori: non ultimo contribuisce ad un risparmio complessivo, sia in termini strettamente economici, sia al fine di raggiungere e mantenere un maggior benessere degli operatori.