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INDICAZIONI ERGONOMICHE PER LA MOVIMENTAZIONE DI PAZIENTI E DI
CARICHI NELLE ATTIVITA’ DI ASSISTENZA
L’operatore che si appresta a movimentare carichi o pazienti deve
controllare di essere adeguatamente vestito e calzato e indossare i
Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) previsti per la sua
mansione.
Quando nella giornata lavorativa i compiti di movimentazione sono
frequenti, l’operatore deve considerare l’ergonomia dei suoi gesti
ripetuti. La correttezza della postura richiede un nostro
controllo volontario e contribuisce a prevenire il mal di
schiena.

Durante la mobilizzazione del paziente o del carico, la base di
appoggio deve essere allargata con ginocchia semiflesse e tronco
eretto
 
Porsi il più possibile vicino al paziente o al
carico da movimentare e se il peso da sollevare è posto vicino al
suolo, flettere le ginocchia e non la schiena

Evitare movimenti di torsione del tronco, specie se il tronco è già
flesso; in taluni casi è meglio suddividere lo spostamento in più
fasi
 Utilizzare per lo spostamento del paziente, il
trasferimento del proprio peso da un arto all’altro nella direzione
del movimento (affondo), se necessario appoggiando un ginocchio sul
letto del paziente

Per sostenere un carico troppo pesante, avvicinarlo al corpo
evitando di incurvare la schiena

Nel movimentare carichi, se è possibile, distribuire il peso sui due
lati
 
Suddividere quando possibile, carichi di peso elevato in carico di
peso minore
Preservare una buona visibilità durante il trasporto ponendo
particolare attenzione ai carichi ingombranti..

Se non è possibile suddividere un peso elevato, effettuare il
sollevamento e/o lo spostamento in due o più operatori.
Sollevandosi da terra eseguire i movimenti lentamente e mai a
strappi, specie sotto sforzo.
Se si eseguono movimentazioni a postura fissa (in ginocchio o
accucciati), cambiare di tanto in tanto posizione o comunque alzarsi
per rilassare e stirare i muscoli delle gambe e del tronco.
 A
Nelle azioni di spinta o traino, è meglio spingere un peso (A) che
tirarlo. (B)
B

Se si sposta un grosso carico, appoggiarsi con la schiena al carico
e spingere utilizzando la forza delle gambe lievemente piegate

Non sollevare un carico alzando le braccia al di sopra delle spalle;
per spostare un peso in alto, salire su uno sgabello stabile o una
scaletta.

Se si sta a lungo in piedi, appoggiare alternativamente un piede su
un rialzo ed evitare di incurvare la schiena.
Quando l’attività lo consente (medicazioni, prelievi, ecc.),
è preferibile sedersi, evitando di incurvare la schiena

Per la movimentazione dei carichi, soprattutto quando è necessario
trasportarli per lunghi percorsi, in rapporto al loro peso ed
ingombro, è utile ricorrere ad attrezzature idonee come carrelli.
Attenzione: caricare i carrelli in modo stabile, avendo cura di
distribuire i carichi in modo equilibrato e ben distribuito. Non
sovraccaricare i carrelli.
   
Per la movimentazione dei pazienti, utilizzare gli ausili
eventualmente presenti in reparto (sollevapazienti, ausili minori,
ecc.)
SOLLEVAMENTI BASE IN CONDIZIONI DI SICUREZZA
►Sollevamento ortodosso

Due operatori stanno in piedi, a lato del paziente,con ginocchia ed
anche flesse, piedi separati di cui uno posto nella direzione del
movimento e tronco diritto; le braccia degli operatori passano al di
sotto delle ascelle del paziente e le mani sono poste sul dorso e
sotto le cosce del paziente; presa di polso per le mani degli
operatori
Foto1
►Sollevamento con presa crociata
Il paziente è seduto sul letto. Un operatore pone un ginocchio sul
letto dietro il paziente mentre l’altro arto è posato a terra con
ginocchio semiflesso; le braccia da dietro si portano in avanti
passando sotto le ascelle e le mani afferrano i polsi del paziente;
l’altra mano sorregge le gambe. In assenza di un operatore, se il
paziente può usare almeno una gamba, piegarla chiedendogli di
spingere sul tallone
Foto2
►Sollevamento di spalla
Il paziente è seduto sul letto; due operatori ai lati del
letto,stanno in piedi spalla a spalla, leggermente dietro al
paziente, ginocchia ed anche piegate, tronco eretto, piedi separati
di cui uno orientato nella direzione del movimento; le spalle degli
operatori sono sotto le ascelle del paziente e le mani sono sotto le
cosce; presa di polso o dita per le mani degli operatori: il
sollevamento si raggiunge raddrizzando anche le ginocchia
Foto3
PER LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE OCCORRE SAPERE:
1 Quando non si conosce il grado di autonomia del paziente, far
precedere alla movimentazione un esame rapido del paziente;
ESAME RAPIDO DEL PAZIENTE
PER VALUTARE
-
Udito
-
Vista
-
Comprensione
-
Motilità
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2 Nel caso di disturbi accertati della motilità è necessario
conoscere la patologia di cui il paziente è affetto;
3 In certi casi, l’autonomia del paziente può variare giornalmente
(ad esempio dopo intervento chirurgico,…)
PER LA MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE OCCORRE FARE
L’ operatore deve vestirsi
adeguatamente indossando le scarpe in dotazione
-
Preparare il paziente vestendolo
e facendogli indossare scarpe chiuse.
-
Spiegare al paziente ciò che si
andrà a fare e, se possibile, richiedere la sua collaborazione.
-
Se necessario, richiedere la
collaborazione di uno o più operatori. Se la manovra è eseguita da
due o più operatori, solo uno deve assumere la funzione di
coordinatore, dando il tempo a colleghi e paziente per
l’esecuzione del movimento
-
Preparare la zona di manovra
• frenare
il letto
• adeguarne l’altezza, se possibile, e orizzontalizzarne il piano
• abbassare e/o togliere le sbarre di contenzione
-
Per trasferire il paziente dal
letto alla sedia e viceversa
• preparare
lo spazio adeguato di manovra (90 cm. spazio minimo)
• posizionare la sedia o la carrozzina dal lato più idoneo per il
paziente
• bloccare la carrozzina, dopo averla preparata
-
Per trasferire il paziente dal
letto alla barella/doccia-barella e viceversa
• preparare
lo spazio adeguato di manovra
• frenare barella/doccia-barella
• posizionarsi correttamente nel caso di trasferimento a tre
operatori senza ausili
-
Controllare la propria postura,
soprattutto durante le attività di movimentazione
N.B. Ogni patologia presenta
difficoltà diverse.
PROCEDURE OPERATIVE
1) SPOSTAMENTI SUL PIANO DEL LETTO
EVITARE:
- frizione cute
- prese scorrette (rischio di lussazione spalla/anca)
- posizione scorretta del paziente
►Paziente parzialmente collaborante:
Insegnare al paziente come spostarsi da solo o con minimo aiuto
►Paziente non collaborante:
-
sollevamento ortodosso (Foto 1)
-
sollevamento ortodosso modificato
con telo di trasferimento o traversa (Foto 4)
-
sollevamento ortodosso modificato
con sostegno della testa (Foto 5)
-
sollevamento di spalla (Foto 3)
-
sollevamento con presa crociata
(Foto 2)
AUSILI:
- TELI DI TRASFERIMENTO*
- ACCESSORIO PER SOLLEVAMENTI*
*sostituibile con traversa
 
FOTO 4 FOTO 5
2) ROTOLAMENTO SUI FIANCHI
EVITARE:
- prese scorrette (rischio di lussazione spalla/anca)
- scorretto posizionamento degli arti inferiori del paziente
- scorretto posizionamento degli arti superiori del paziente
- compressione cateteri venosi, arteriosi, vescicali, drenaggi, ecc…
►Paziente parzialmente collaborante:
Insegnare al paziente come rotolare da solo o con minimo aiuto
►Paziente non collaborante:
Posizionare il paziente vicino al bordo del letto, flettendogli un
arto nella direzione del rotolamento; le mani dell’operatore, poste
dietro la spalla e sul bacino, muovono il paziente (Foto 6)

AUSILI:
- TELO DI TRASFERIMENTO PER ROTAZIONI SUL LETTO
sostituibile con una traversa
FOTO 6
3) PASSAGGIO SUPINO/SEDUTO SUL BORDO DEL LETTO
EVITARE:
- prese scorrette degli operatori
- prese scorrette del paziente
- arti inferiori del paziente penzoloni dal letto
►Paziente parzialmente collaborante:
“Pilotare” il movimento con opportuni suggerimenti
►Paziente non collaborante:
Suddividere lo spostamento in più fasi:
-
avvicinare il paziente sul bordo
del letto (eventualmente ruotarlo sul fianco)
-
Fargli scivolare gli arti
inferiori fuori dal letto
-
Ruotarlo “en bloc” sostenendogli
il tronco e guidandogli il bacino (Foto 7)
N.B. valutare le potenzialità del paziente
FOTO 7
4) TRASFERIMENTO LETTO/CARROZZINA, CARROZZINA/WC
►Paziente parzialmente collaborante:

EVITARE:
- prese scorrette degli operatori
- inadeguate calzature del paziente
(non usare calze, lenzuola e
pantofole)
scorretto uso degli ausili
Posizionare la carrozzina correttamente;
far appoggiare al paziente i piedi a terra e richiedergli il
sostegno agli arti superiori (Foto 8)
FOTO 8
►Paziente non collaborante:
Sollevamento ortodosso, con presa crociata (Foto 9) o di spalla con
paziente seduto sul bordo del letto (Foto 10 e 12)
 FOTO
9
FOTO 10

Il paziente con tronco debole richiede spostamento con presa
crociata dalla posizione supina (Foto 13)
FOTO 13
5) TRASFERIMENTO CARROZZINA/LETTO
► Paziente parzialmente collaborante:

EVITARE:
- prese scorrette degli operatori
- inadeguate calzature del
paziente
(non usare calze, lenzuola e
pantofole)
Posizionare la carrozzina correttamente;
far appoggiare al paziente i piedi a terra e richiedergli il
sostegno agli arti superiori (Foto 11)
FOTO 11
► Paziente non collaborante:

FOTO 12
6) SISTEMAZIONE DEL PAZIENTE SEDUTO
EVITARE:
- prese improprie, dannose per l’operatore e per il paziente
- scorretta posizione arti e bacino
►Paziente parzialmente collaborante:
Insegnare al paziente come evitare lo scivolamento dalla
carrozzina
►Paziente non collaborante:

Presa crociata attraverso le braccia con uno o più operatori:
l’operatore si pone dietro al paziente seduto e fa passare le sue
braccia da dietro in avanti afferrando i polsi del paziente (Foto
14); se il paziente è poco collaborante un altro operatore può
posizionare e bloccare gli arti inferiori (Foto 15)
FOTO 14
AUSILI:
- CUSCINO ANTIDECUBITO
-
- TELO DI TRASFERIMENTO*
-
- EVENTUALE CONTENZIONE PER IL BACINO O IL TRONCO
* sostituibile con traversa
FOTO 15
MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI
NELL’ATTIVITA’ DI ASSISTENZA
  
Anche questo tipo di operazioni, pur essendo solo in parte collegate
all’assistenza vera e propria al paziente, viene svolto
quotidianamente dagli operatori sanitari, pertanto si ritiene utile
fornire alcune informazioni pratiche.

E’ preferibile spostare oggetti nella zona compresa tra l’altezza
delle spalle e l’altezza delle nocche (mani a pugno lungo i
fianchi).
Posizionare gli oggetti pesanti e/o di più frequente uso negli
scaffali di mezzo, negli scaffali più bassi (al di sotto delle
nocche) e in quelli più alti (al di sopra dell’altezza spalle)
riporre gli oggetti più leggeri e/o di uso meno frequente.
Durante queste operazioni, evitare di inarcare troppo la schiena ed
eventualmente usare una scaletta idonea.
Utilizzare, per la biancheria, carrelli poco profondi, al fine di
evitare piegamenti a rischio per la schiena ed evitare di gettare
sul pavimento i capi che dovranno essere successivamente raccolti.

Nel collocare in armadi e scaffali biancheria e oggetti vari:
• evitare di inarcare la schiena; usare una scaletta per raggiungere
i ripiani più alti
• non piegare la schiena ma flettere le ginocchia, per raggiungere i
ripiani più bassi
Nello spostare oggetti in senso laterale:
• evitare di ruotare il tronco, ma girare tutto il corpo
• il carrello va posizionato con un angolo di 90° rispetto agli
scaffali
  
Operazioni al letto del paziente:
• in tutte le operazioni che richiedono di flettere il tronco,
appoggiare un ginocchio sul letto;
• se si tratta di assistenza a bambini, abbassare le spondine del
letto e flettere le ginocchia
Rifacimento letti:
• non piegare la schiena; flettere le ginocchia; allargare la base
d’appoggio
Utilizzo, riordino, pulizia arredi:
• non piegare la schiena; flettere le ginocchia
Lavaggio dei pavimenti:
• usare carrelli con ruote
• portare il peso del corpo alternativamente su una gamba, poi
sull’altra
• non ruotare il tronco, ma girare i piedi
Esecuzione di operazioni (ad esempio, medicazioni) prelevando
oggetti da un carrello:
• evitare di ruotare solo il tronco, ma girare tutto il corpo
Requisiti dei carrelli:
• presenza di almeno 2 ruote girevoli e di diametro sufficiente,
posizionate dal lato delle maniglie, o meglio ancora, 4 ruote
girevoli, per muoversi meglio in spazi ristretti
• eventuale dotazione di sistema frenante sulle ruote, in caso di
percorsi su rampe
• dimensioni di un carrello per trasporto materiali: lunghezza x
larghezza x altezza massime cm. 130 x 100 x 140, oppure deve essere
predisposto per essere tirato e non spinto
MOVIMENTAZIONE MANUALE DI CARICHI
Prima di sollevare o trasportare un oggetto, è importante conoscere:
►Quanto pesa: il peso deve essere scritto sul contenitore.
   
-
Se supera i valori limite, non va
sollevato manualmente da soli: usare preferibilmente un ausilio
meccanico oppure effettuare il sollevamento in più operatori.
-
La temperatura esterna
dell’oggetto: se troppo calda o fredda, è necessario utilizzare
indumenti protettivi.
-
Le caratteristiche di contenitore
e contenuto: se pericoloso è necessario manovrarlo con cautela e
secondo le specifiche istruzioni.
-
La stabilità del contenuto: se il
peso non è distribuito uniformemente dentro il contenitore o si
sposta nel trasporto, può derivarne pericolo.
Sollevamento manuale
Per movimentare manualmente oggetti e carichi in modo corretto, è
importante conoscere, oltre al peso, le giuste posizioni per non
incorrere in dolori dorso-lombari.

-
Prima pensa, poi solleva
-
Essere in posizione stabile.
-
Sollevare il carico partendo
dalla posizione accovacciata (abbassarsi solo quanto è necessario)
-
Tenere la schiena dritta.
-
Tenere il carico vicino al corpo.
-
Non sollevare il carico a
strattoni.
-
Evitare la torsione del busto.
Movimentazione orizzontale e verticale
Durante lo spostamento di oggetti
• Avvicinare il carico al corpo.
• Evitare di ruotare solo il tronco, ma girare tutto il corpo,
usando le gambe.
La fretta e la pigrizia spesso spingono a lavorare in modo
approssimativo, a scapito della sicurezza.
Se dovete raggiungere una determinata altezza, non salite sulla
prima superficie che capita.
Immaginate di restare immobilizzati in seguito ad un incidente.
Quante ore perse solo per non esservi concessi tempo necessario per
svolgere adeguatamente il lavoro.
 
Per le scale semplici bisogna osservare quanto segue:
• tenete conto del giusto angolo di inclinazione (prova del gomito).
• fissate in modo sicuro le estremità dei due montanti.
Trasporto
 
Evitare di trasportare manualmente oggetti per lunghi percorsi o
sopra rampe di scale, se non saltuariamente e con oggetti poco
pesanti.
 
Quando il trasporto manuale è inevitabile, è meglio dividere il
carico in due contenitori, portandoli, se mai, contemporaneamente.
Stoccaggio
Per evitare rischi non solo ai lavoratori addetti, ma anche agli
utilizzatori successivi è necessario che il materiale di magazzino
sia stoccato in modo adeguato e corretto utilizzando per quanto
possibile carrelli elettrici.

• Il modo più corretto di stoccare è quello di caricare su bancali
standard fino ad un’altezza di 100 cm.
• Utilizzo di carrelli elettrici per la collocazione dei bancali.
• Consentire lo sbancalamento manuale senza costringere i lavoratori
a flettere la schiena.
Movimentazione con uso di carrelli
►Carrello elevatore con posto di guida
 • I carrelli elevatori devono essere utilizzati da personale che ha
ricevuto un’adeguata formazione.
• Indossare sempre le scarpe di sicurezza.
• Utilizzare la cintura di sicurezza anche per brevi tragitti.
• Usare solo carrelli elevatori con sistemi di ritenuta (cintura di
sicurezza, cabina, barriere laterali).

►Carrello elevatore con timone
• Procedere in posizione sfalsata rispetto alla direzione del mezzo.
• Indossare sempre le scarpe di sicurezza.
• E’ vietato trasportare e sollevare persone con il carrello
elevatore a timone.
►Per il trasporto in piano e per lunghi percorsi fare uso di
specifici carrelli.
 Trasportare, se possibile, i carichi solo con gli appositi mezzi
ausiliari.
• Quando si trasporta un carico è facile inciampare. Mantenere
libere le vie di circolazione e accertatevi che la visibilità sia
ottimale.
• Attenzione a mani e piedi in quanto possono rimanere schiacciati.
Predisponete un luogo adatto per depositare i carichi.

Per evitare il trasporto su scale, è bene usare elevatori
(piattaforme, carrelli elevatori, montacarichi).
Solo in casi eccezionali è possibile ricorrere a carrelli capaci di
percorrere le scale, specificamente progettati per il tipo di carico
da trasportare.
Il travaso di prodotti liquidi

Non travasare i liquidi a schiena flessa, tenendo a terra il
contenitore da riempire.
Appoggiare il contenitore da riempire ad esempio su piano di
bilancia alzato da terra.
Meglio effettuare il travaso tramite idonee apparecchiature.


Per i fusti più pesanti e trasporti frequenti, vanno utilizzati i
carrelli elettrici.
Per fusti più leggeri e usi meno frequenti, possono essere usati
attrezzi girafusti manuali.
AUSILI
Attrezzature, dispositivi e strumenti di lavoro concepiti per
ausiliare gli operatori nelle operazioni di sollevamento e
trasferimento del paziente non collaborante o parzialmente
collaborante. Sono considerati ausili maggiori: sollevatori,
carrozzine, comode e barelle. Sono considerati ausili minori:
cinture ergonomiche, tavole a rullo, teli ad alto scorrimento,
pedana girevole, assi di scivolamento, trapezio.
Prima dell’acquisto è opportuno:
• scegliere l’ ausilio più adatto in relazione alle problematiche
riscontrate
• chiedere al fornitore una dimostrazione pratica sulle
caratteristiche tecniche e sulle modalità d’uso dell’ausilio
• accertarsi che gli arredi e gli spazi siano compatibili con l’uso
dell’ausilio proposto (ad esempio: abbastanza spazio sotto il letto
per inserire il sollevatore)
Prima dell’uso è opportuno:
• che gli operatori vengano opportunamente addestrati all’uso, ad
esempio provando ad usare l’attrezzatura tra di loro prima di usarla
con i pazienti
• individuare per quali pazienti deve essere impiegato l’ausilio di
sollevamento, indicando per ognuno di loro la corretta tecnica da
applicare.
• parlare con i pazienti dell’attrezzatura di ausilio impiegata, per
far capire il significato del loro impiego, questo farà sì che i
pazienti stessi si sentano rassicurati
Al fine di garantire il corretto utilizzo delle attrezzature è
opportuno:
• assicurarsi che l’attrezzatura sia sottoposta a regolare controllo
e che venga effettuata una regolare manutenzione
• depositare sempre l’attrezzatura in un posto accessibile, vicino
al luogo dove viene più frequentemente usata
CARATTERISTICHE TECNICHE E REQUISITI DEGLI AUSILI
A seguito della valutazione del rischio possono essere introdotti
degli ausili meccanici e ausili minori per migliorare ulteriormente
le condizioni lavorative del personale addetto all’assistenza.
A) AUSILI MAGGIORI
►Sollevatore (o sollevapazienti)
E’ un attrezzatura ergonomica utilizzata per il sollevamento,
trasferimento e trasporto del paziente non collaborante, senza
sforzo da parte dell’operatore manovrabile da una sola persona.
L’uso di sollevatori riduce sensibilmente il rischio legato al
sollevamento di pazienti e, in conseguenza di ciò si riducono le
assenze dovute ad incidenti, con una ricaduta positiva anche
diminutiva sulla richiesta di invalidità per causa di servizio da
patologia correlata alla movimentazione dei carichi. Il mirato
utilizzo dei sollevatori permette la ricollocazione del personale
con limitazione all’attività di movimentazione dei carichi e
pazienti.

Si distinguono essenzialmente due tipi di sollevatori: mobili e
fissi.
Tra quelli mobili, si possono citare i modelli con imbracature a
sedile, a fasce, etc.
Questi possono poi essere ad azionamento elettrico o idraulico.
Nati per facilitare gli spostamenti di grandi disabili, se ne
consiglia oggi l’utilizzo in vari tipi di problemi motori, nel caso
di pazienti poco o nulla collaboranti, specie se in sovrappeso.
Quando utilizzare i sollevatori?: preferibilmente per movimentare
pazienti non collaboranti ovvero senza residue capacità motorie.
L’adeguato addestramento degli operatori è indispensabile perché
rende l’uso del sollevatore più facile e più gradito al paziente
oltre a ridurre i tempi di utilizzo.
La manutenzione deve riguardare: sistema frenante, scorrevolezza dei
comandi di regolazione, ruote, la batteria, etc.
REQUISITI OTTIMALI:
-
comandi elettrici (sono di uso più veloce)
-
comandi di regolazione facilmente identificabili
e che non determinino movimenti bruschi
-
possibilità di discesa manuale, in caso di
guasto della pulsantiera
-
pulsante di arresto di emergenza
-
idonei sistemi di aggancio dell’imbragatura
-
possibilità di utilizzare la stessa barra per
barelle di diverso tipo
-
manubrio per posizionare il paziente in
carrozzina
-
base di appoggio costituita da bracci con
divaricatura o apertura telescopica, non ingombranti, in modo da
passare sotto i letti, nonché per posizionare il sollevatore
vicino a poltrone o sedie a rotelle
-
braccio di sollevamento ad ampia escursione, per
sollevare un paziente da terra in caso di caduta
-
altezza da terra, raggiungibile con paziente su
barella, fino a 140 cm, per consentire all’operatore di eseguire
eventuali medicazioni sacrali, etc., a paziente sollevato
-
portata di almeno 180 kg per sollevatori a
fascia d.l. e di almeno 200 kg per sollevatori a barella o
corsetto
-
dispositivo di arresto per sovraccarico
-
ruote piroettanti e telaio leggero, al fine di
ridurre l’attrito e migliorare la manovrabilità
-
ruote a basso attrito e presenza di almeno due
ruote frenanti
-
dimensioni compatibili con la larghezza ed
altezza dei varchi delle porte, etc.
-
dotazione di batteria di ricambio e
caricabatteria separato ed indipendente

In alternativa ad un sollevatore mobile, in determinate Unità
Operative, anche a seconda della disabilità dei pazienti, può essere
utile un sollevatore di tipo “fisso a binario”. L’utilizzo di questo
tipo di sollevatore, può richiedere modifiche strutturali degli
ambienti.
Prima della scelta del tipo di sollevatore sarà indispensabile
analizzare le seguenti determinanti fondamentali:
-
tipologia dei pazienti
-
tipologia delle operazioni di
sollevamento/spostamento dei pazienti, che debbono essere
ausiliate
-
caratteristiche degli spazi, percorsi e arredi
dell’Unità Operativa
Il sollevamento dal letto può presentare i seguenti inconvenienti:
• la base del sollevatore non passa sotto il letto;
• il pistone del sollevatore tocca le sponde del letto;
• la base del sollevatore tocca il muro sotto il letto.
Questi fattori sono molto importanti e da considerare attentamente
al momento della scelta del sollevatore oltre dotazione di
imbracature idonee.
Caratteristiche ottimali delle imbracature:
• essere realizzate in tessuto “antiattrito” e poroso
• essere imbottite
• avere la disponibilità di più misure e tipologie diverse
• le cinghie non debbono essere troppo lunghe
• essere di tipo contenitivo fino alle spalle o al capo (per gli
anziani)
Generalmente solo recenti traumatismi fratturativi o interventi
ortopedici non consentono l’uso delle imbracature più comuni,
cosiddette “ad amaca”, con o senza divaricazione degli arti
inferiori, con o senza il sostegno per la testa.
Se non è possibile utilizzare una imbracatura ad amaca, si può fare
ricorso a quelle a barella.
Una volta acquisito un sollevatore, è necessario attivare un sistema
di manutenzione programmata, nonché riparazione tempestiva dello
stesso, secondo quanto previsto dal fabbricante e indicato nel
libretto d’uso.
►Sollevatore - deambulatore
 Questo tipo di ausilio idoneo per il sollevamento ed il sostegno,
permette ad un solo operatore di sollevare in modo comodo e sicuro i
pazienti parzialmente collaboranti, per provvedere alla vestizione,
all’igiene personale ed al trasferimento del paziente.
Inoltre offre al paziente l’equilibrio ed il sostegno necessario a
svolgere esercizi di spostamento passo passo o di deambulazione
direttamente sul pavimento.
Particolarmente utilizzato nei servizi di Fisioterapia e
Riabilitazione e nei reparti di Ortopedia per i pazienti che
necessitano di un “aiuto” alla riabilitazione dopo aver subito
interventi di protesi d’anca. Questo ausilio consente ai pazienti ed
ai terapisti di lavorare insieme per conseguire la partecipazione
attiva del paziente durante il sollevamento.
►CARROZZINA
REQUISITI OTTIMALI:

• poggiapiedi estraibili, regolabili e/o ribaltabili;
• braccioli e spondine estraibili o ribaltabili a sblocco rapido
(per favorire i trasferimenti laterali) ad estrazione completa o
preferibilmente a ribalta laterale o posteriore
• schienale non ingombrante in altezza e/o in larghezza (massima
altezza 90 cm. da terra), per posizionare il paziente da tergo con
una presa corretta
-
impugnatura di tipo
anatomico
-
schienale e appoggia gambe inclinabili
-
schienale apribile (utile per il
trasferimento di pazienti obesi)
-
rivestimento in materiale autoestinguente ed
a traspirazione attiva
-
freni di stazionamento meccanici sulle ruote
grandi (preferibilmente di tipo piatto, per limitare
l’accumulo di sporco, aumentando così efficacia e durata)
-
freni di rallentamento, per rallentare la
corsa in caso di lunghi dislivelli
-
due ruote grandi posteriori Ø max 650 mm.
con anello corrimano
-
due ruote piccole piroettanti anteriori Ø
200 mm.
-
con o senza WC estraibile
-
buona manovrabilità
-
pedalino posteriore, indicato per agevolare
il superamento di piccoli ostacoli
-
telaio pieghevole
-
perni ad alto scorrimento
-
sistema tubolare in acciaio, per evitare
ossidazioni e conseguenti difficoltà di funzionamento delle
singole parti meccaniche
-
peso limitato (max 19 kg.)
-
larghezza massima compatibile con l’accesso
alle porte delle camere e dei bagni, ascensori, corridoi, etc.,
quindi indicativamente di 700 mm.
-
altezze compatibili tra carrozzine di
diversa fattura
|
Le carrozzine sono un dispositivo medico la cui immissione sul
mercato e' regolamentata dalla Direttiva CEE/93/42.
Il prodotto deve quindi riportare il marchio CE e deve avere in
dotazione le istruzioni d'uso.
►COMODA
REQUISITI OTTIMALI:
-
telaio in acciaio cromato e/o verniciato;
-
schienale e sedile rigidi e/o imbottiti;
-
quattro ruote piroettanti di diametro minimo di
mm. 100 di cui due con freni;
-
dispositivo WC estraibile;
-
pedane ribaltabili regolabili in altezza;
-
braccioli imbottiti estraibili o ribaltabili.
Le carrozzine e le comode necessitano dell’attivazione di un sistema
di manutenzione programmata, nonché riparazione tempestiva, secondo
quanto previsto dal fabbricante e indicato nel libretto d’uso,
tenendo comunque conto delle seguenti indicazioni:
• per la pulizia dei teli utilizzare solo uno straccio inumidito con
poco sapone (niente solventi o alcool)
• se le ruote sono pneumatiche controllare la pressione
settimanalmente
• controllare periodicamente il buon fissaggio delle ruote e la
tensione dei raggi
• far revisionare almeno una volta all'anno l'ausilio in tutte le
sue parti
►BARELLE
La barella viene utilizzata per trasferire i pazienti all’interno
del Reparto, oppure tra un Reparto e l’altro, ad esempio per
effettuazione di esami, etc.
REQUISITI OTTIMALI:
-
altezza regolabile, atta a consentire
l’elevazione ad un’altezza massima tale da raggiungere i tavoli
radiologici od operatori, spesso posizionati ad altezze fisse,
nonché con altezza minima da terra tale da consentire la salita e
la discesa di un paziente parzialmente collaborante senza doverlo
sollevare
-
pedale di comando dell’altezza variabile
visibile all’operatore, ma fatto in modo da non ostacolare i suoi
movimenti durante il trasporto
-
larghezza ridotta
-
assenza di ingombri laterali
-
sponde laterali atte a contenere adeguatamente e
in sicurezza il paziente durante il trasporto, nonché con sistema
di abbattimento tale da consentire il perfetto allineamento con il
letto di degenza, il tavolo radiologico, il tavolo operatorio
ecc., per permettere il trasferimento laterale del paziente (es.:
del tipo abbattibile a compasso)
-
con presenza di cinghie di sicurezza per il
paziente
-
con ruote di diametro non inferiore a 200 mm
(preferibilmente 250 mm), dotate di comando centralizzato per il
blocco/sblocco simultaneo sulle quattro ruote, nonché della
possibilità di blocco della posizione direzionale

• maniglie di traino/spinta di tipo estraibile o ribaltabile
• con grado di inclinazione dello schienale di circa 75° , con sbloccaggio dello stesso agevole, senza costringere il personale a
sollevare la sezione di peso, con il rischio di infortuni
• materasso di copertura dotato di strisce di velcro da agganciare
sotto il piano per ottenere un buon fissaggio alla struttura
• con asta portaflebo alloggiata all’interno delle maniglie e ad
altezza variabile oppure entro i 140 cm da terra
• portabombola alloggiato sotto il piano rete che consenta il
trasporto di queste ultime senza ingombri laterali
►Barella a cucchiaio
Studiata appositamente per le esigenze che si riscontrano nel primo
soccorso. Consente di infilare la barella sotto il paziente senza
doverlo muovere, riducendo al minimo il rischio di aggravamento di
lesioni dovute alle manovre di caricamento, trasferimento e
trasporto
Può essere impiegata per sollevare, trasferire o trasportare la
maggior parte dei pazienti.
REQUISITI OTTIMALI:
• costruita con materiali che devono rispondere ai requisiti di
leggerezza, resistenza meccanica, affidabilità e durata
• presenza di cinture di fissaggio con attacco rapido
► Barella spinale

REQUISITI OTTIMALI:
-
maggiore stabilità e mantenimento della
posizione neutrale fisiologica della colonna vertebrale, superiore
a quanto viene offerto dalla tradizionale barella a "cucchiaio"
-
fissaggio alla barella mediante sistema di
cinture in nylon/velcro tale da permettere il sollevamento del
paziente anche in verticale
-
possibilità di ruotare la barella di 90 gradi
sul fianco
-
adattabilità a qualunque soggetto, fino agli
adulti di grosse dimensioni
-
compatibilità con i vari tipi di collari
-
costruita in polietilene ad alta densità, tale
da conferire caratteristiche di rigidità, leggerezza, resistenza
agli urti e alla corrosione, impermeabilità, non assorbenza
-
lavabile con acqua e sapone
-
presenza di maniglie anatomiche ricavate nello
stampo
-
presenza di asole centrali ricavate nello stampo
per il fissaggio indipendente degli arti o di piccoli pazienti
-
radiotrasparente
dimensioni rastremate distalmente per garantire una buona
manovrabilità.
B) AUSILI MINORI
►Cintura ergonomica
 E’ utilizzata per movimentare pazienti con ridotte capacità motorie,
ma controllo di almeno un arto inferiore.
Rivestita di materiale antiscivolo, è provvista di due maniglie
laterali e una posteriore e va fissata alla vita del paziente; le
maniglie servono all’operatore come validi punti di presa e per
adottare posture meno sovraccaricanti per il rachide; le maniglie
sono utili anche per il paziente, in quanto permettono di evitare
gli “strattonamenti”.
Caratteristiche:
-
realizzata in tessuto con chiusura adattabile in
velcro
-
imbottita, con rivestimento interno in materiale
antiscivolo
-
due maniglie laterali e una posteriore
-
dimensioni di cm. 125 x 8 oppure 148 x 8
Possibili utilizzi della cintura ergonomica:
-
riposizionamento del paziente allettato
-
supporto e sostegno durante la deambulazione
-
rotazione e spostamento del paziente nel letto
-
cambio di postura (da seduta a eretta)
-
spostamento letto-carrozzina; sedia-W.C. e
posizionamento in carrozzina
►Tavola a rullo
Consente la traslazione del paziente fra superfici situate alla
stessa altezza: inclinando il paziente su un fianco si introduce la
tavola, vi si adagia il paziente, si sposta la tavola e poi si
ripetono simmetricamente le prime due operazioni.
►Telo ad alto scorrimento

Può essere di diversi tipi e dimensioni, consiste in un materassino
o un lenzuolino di materiale ad alto scorrimento che facilita gli
spostamenti dei pazienti sul letto e i trasferimenti laterali. Il
paziente va fatto scivolare nella posizione desiderata, mai
sollevato, poiché il telo non è progettato per il sollevamento.
E’ utilizzato per operazioni di trasferimento su un piano di
pazienti non collaboranti e/o parzialmente collaboranti (es.:
trasferimento laterale letto-barella; letto-barella-doccia, etc.;
cambi di postura sul letto.
In particolare, col telo ad alto scorrimento sono possibili:
-
mobilizzazione trasversale e longitudinale del
paziente allettato
-
rotazione sul fianco del paziente in posizione
supina
-
assunzione di posizione seduta
-
spostamento verso il cuscino
-
trasferimento orizzontale in assenza di fessure
e/o dislivelli (letto/barella di pz. totalmente non collaboranti)
Vanno utilizzati teli ad alto scorrimento grandi e rigidi per il
trasferimento letto-barella, piccoli e rigidi per i trasferimenti da
seduto-letto-carrozzina, piccoli e non rigidi per gli spostamenti
sul letto.
REQUISITI CONSIGLIATI:
Il materiale costituente il telo deve essere poliammide trattato con
silicone esente da lattice
-
Semplice utilizzo
-
Alto grado di scorrimento
-
Minimo spessore
-
Lunga durata, antistrappo
-
Facile manutenzione (lavabile a 60° C con
detersivi e detergenti di uso corrente, disinfettabile)
-
Impermeabile ma microporoso, tale da permettere
la traspirazione
-
Non irritante per il paziente
-
Marcatura CE come dispositivo medico – Direttiva
93/42CEE – D. Lgs n° 46 del 24.02.97
DIMENSIONI IN CM. DEI TELI IN RELAZIONE ALLE OPERAZIONI DA SVOLGERE
70 x 72
• Mobilizzazione del paziente seduto sul bordo del letto
• Rotazione 90°
• Piccole mobilizzazioni
• Assunzione di posizione seduta sul letto
100 x 80
• Mobilizzazione trasversale della parte superiore del corpo
• Rotazione sul fianco
130 x 100
• Mobilizzazione trasversale dell’intero corpo
• Rotazione sul fianco
• Mobilizzazione per cambio lenzuolo
110 x 80
• Mobilizzazione trasversale e longitudinale del paziente seduto o
supino
• Trasferimento al letto o alla sedia a rotelle
100 x 130
• Mobilizzazione longitudinale sul letto del paziente seduto o
supino
180 x 70
• Mobilizzazione, trasferimento orizzontale in assenza di fessure
e/o dislivelli
► Telo impermeabile per l’igiene a letto
E’ costituito da un telo gommato con scarico e può evitare di
effettuare il trasferimento in vasca del paziente.
► Pedana girevole o disco
E’ utile per piccoli spostamenti, quando il paziente può stare in
piedi ma non controlla il movimento degli arti inferiori.

Per esempio, trasferimenti da:
• carrozzina-W.C.
• carrozzina-poltrona
• letto-carrozzina
• letto-poltrona
►Sedile girevole e scorrevole e assi di scivolamento
Consentono il minimo sforzo durante le manovre di trasferimento del
paziente seduto da una superficie a un’altra, posta alla stessa
altezza o con un piccolo dislivello.
►Trapezio

E’ un noto dispositivo da applicare al letto del paziente che ne
consente una più ampia collaborazione.
C) AUSILI PER L’IGIENE
Sono dedicati alla pulizia del paziente, sono tanto più utili quanto
più grande è il grado di disabilità e protratta la degenza:
• La barella doccia può essere indicata in carenza di spazio e può
aiutare il passaggio da letto a barella anche in altri contesti
• La doccia attrezzata è prevalentemente adatta ad un paziente
collaborante
• La vasca attrezzata consente il bagno per immersione a pazienti
non collaboranti.
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