
Alimentazione, attività fisica, autostima e bellezza autentica: un progetto integrato, multicomponente e pluriennale contro l’obesità infantile.
Alla presentazione di “La syncronie du bien être” il numero di persone presenti al tavolo testimonia due caratteristiche del progetto: la rete dei soggetti che ne ha permesso, nel tempo, lo sviluppo e l’importanza della prevenzione dell’obesità infantile, per la società e il sistema sanitario. Ripercorrendo gli interventi dell’incontro, si ha una visione d’insieme dei molteplici e complementari aspetti - di metodo e di contenuto - articolati in “La syncronie du bien être”.
Perché prevenire? Un’alleanza tra l’ambito educativo e quello sanitario
Nell’introdurre l’incontro, il direttore generale dell’Azienda USL, Stefania Riccardi, ha sottolineato innanzitutto la complementarietà necessaria tra chi si occupa di educazione e chi di sanità per poter fare prevenzione primaria in modo efficace. È dimostrato infatti che, rispetto ai corretti stili di vita, occorre fare prevenzione, in particolare, nei confronti dei futuri cittadini, i bambini e i giovani. Verso di loro servono interventi continuativi, dalla nascita all’adolescenza, e la sinergia tra le famiglie e tutte le agenzie che si interfacciano con il tema dell’alimentazione, compresi i soggetti della distribuzione alimentare.
Famiglia, scuola e territorio
Patrizia Bongiovanni, sovrintendete agli studi, ha ricordato che, inizialmente, i progetti di sensibilizzazione e di educazione dei bambini rispetto ai corretti stili di vita come l’alimentazione erano promossi dalle scuole e dalle aziende sanitarie. Con “La syncronie du bien être” il progetto si è ampliato coinvolgendo il territorio e le famiglie. Queste ultime, in particolare, sono indispensabili per veicolare qualsiasi messaggio sui corretti stili di vita
Promozione della salute. Il metodo e il percorso.
Gabriella Furfaro, dirigente regionale del Servizio dipendenze patologiche, salute mentale e promozione della salute, ha ripercorso i passaggi che hanno permesso di arrivare all’articolazione attuale del progetto.
Come previsto dal Piano di Prevenzione Regionale 2005-2007, il primo passo è stata la raccolta dei dati sull’obesità nella Regione, successivamente confrontati con il progetto dei sistemi di sorveglianza nazionali HBSC e OKkio alla salute. Nel 2008 si è dato avvio a “Scuola di salute passo dopo passo” che ha reso gli insegnanti protagonisti della promozione della salute trasversalmente a tutte le attività didattiche tradizionalmente svolte.
“La syncronie du bien être è ora parte dell’attuale piano di prevenzione regionale in modo da dare riconoscimento a un modo corretto ed efficace di fare promozione della salute.
Dall’obesità al comportamento alimentare
Affrontare il tema dell’obesità significa non solo mirare a una riduzione ponderale, ma anche a educare a un rapporto sano con il cibo. Da questo punto di vista si spiega l’importanza del coinvolgimento nel progetto delle attività svolte dal Centro per i disturbi del comportamento alimentare. La sua responsabile, Anna Maria Beoni, ha spiegato quanto conti lavorare su concetti come l’autostima e la bellezza autentica sia con i genitori che con i bambini per prevenire disturbi come l’anoressia e la bulimia.
Quanto pesa l’obesità sul sistema sanitario
È Cesare Arioni, Direttore del Dipartimento materno-infantile, a chiarire i termini – e le cifre - del problema. L’OMS considera l’obesità un’epidemia. In Europa, tra gli adulti, è raddoppiata negli ultimi 20 anni. In Italia i costi che derivano dall’assistenza per le persone obese rappresentano il 7% dell’intera spesa sanitaria. Secondo una ricerca svolta dall’università Bocconi e Sant’Anna, ciascuna persona obesa nel corso della sua vita tra i 18 e i 75 anni costa in più rispetto a una persona normo-peso 100 mila euro in più. In Valle d’Aosta i bambini sovrappeso sono il 17%, gli obesi il 4%.
La prevenzione primaria e secondaria sono importanti perché prima l’obesità si instaura più è difficile da ridurre, più numerose sono le complicanze che ne derivano e peggiore è la qualità di vita, oltre che ridotta l’aspettativa di vita. Per questo il contrasto all’obesità è un obiettivo primario di salute pubblica.
Per Arioni, i punti di forza del progetto sono: l’attività di rete tra operatori sanitari e non, la complementarietà tra l’obiettivo primario e quelli correlati (come la promozione dell’attività fisica) e la continuità e sviluppo nel tempo delle iniziative.
Per quanto riguarda il reparto materno neo-infantile, il contrasto all’obesità inizia già nel reparto (nel 2010 ha ottenuto il riconoscimento dell’UNICEF di Ospedale amico del bambino) con il sostegno all’allattamento materno del bambino, considerato da tutte le ricerche come un fattore protettivo rispetto all’obesità.
Un progetto, molte azioni
Andrea Perruquet, psicologo-psicoterapeuta presso la SC Pediatria e il Centro per i Disturbi del comportamento alimentare, è il referente operativo di “La syncronie du bien être . Il progetto di contrasto all’obesità è soprattutto un progetto di educazione per il benessere del bambino. Da questo presupposto sono derivate prima le strategie (come la necessità di fare leva soprattutto sulle famiglie, di essere presenti capillarmente sul territorio o di avere una comunicazione attraente ed efficace rispetto al target) e poi l’attivazioni di servizi mirati (laboratori di stili di vita nei consultori, ambulatorio pediatrico obesità infantile, sportello di counselling), e la realizzazione di azioni concrete. Per quest’ultime, ad esempio, sono state variate le attività per ordine scolastico (dalle favole per i bambini ai cineforum per i giovani), per contesto (dalle biblioteche alle attività con i dietisti nei supermercati) e per strumento (concorsi di creatività, un portale per la condivisione e la fruizione del materiale prodotto negli anni).
Da quando ha aperto nell’aprile 2010, l’ambulatorio obesità infantile ha accolto 134 bambini per i quali si occupa di prime visite e di follow up. È un numero molto consistente, nei loro confronti può essere fatta solo prevenzione terziaria. Vi sono già risultati che indicano il miglioramento del loro indice di massa corporea, ma l’obiettivo prioritario rimane quello di concentrarsi sulla prevenzione primaria e secondaria per diminuire ancora il numero di bambini che necessita dei servizi di questo ambulatorio.
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